Bersani-Casini un mix nauseante

Dopo le dichiarazioni di Bersani e Casini si fa sempre più probabile l’ipotesi di un’alleanza tra centristi e progressisti. Peccato che gli italiani non sopportano più ne l’uno ne l’altro

di Giacomo Cangi

Bersan-Casini-nauseanti“Ognuno vede che questo è un passo importante, politicamente di grande rilievo” dichiara Pier Luigi Bersani a proposito dell’apertura di Pier Ferdinando Casini a un patto tra progressisti e moderati. Questo splendido quadretto amoroso fra i due politicanti italiani è l’emblema del terribile stato in cui si è ridotto il nostro paese.

Da una parte c’è il leader dell’UdC, quello che sta in Parlamento da ventinove anni, quello che va al family day e di famiglie ne ha due, quello che candida Cuffaro e che lo va a trovare in carcere dopo la condanna in via definitiva a sette anni per favoreggiamento aggravato alla mafia, quello che va al governo con Berlusconi e poi come se nulla fosse dice che “sta diventando un comico di Zelig o di Striscia la Notizia”, quello favorevole alla privatizzazione dell’acqua, quello che “Serve un governo tecnico”(9 maggio 2010), “I governi tecnici sono una sconfitta della politica” (1 agosto 2011), e poi appoggia il governo Monti, quello che fa eleggere il condannato Giuseppe Naro ed ha come segretario di partito Lorenzo Cesa, un prescritto per corruzione.

Dall’altra parte c’è Pier Luigi Bersani, in parlamento da undici anni e con cariche pubbliche da 19 (1993-1996 Presidente della Regione Emilia-Romagna, 1996-1999 Ministro dell’Industria,Commercio ed Artigianato, 1999-2001 Ministro dei Trasporti e della Navigazione, dal 2001 in poi siede in Parlamento), quello che “Ci sono comuni come a Parma e a Comacchio dove noi abbiamo non vinto”, quello che elogia D’Alema (un prescritto per finanziamento illecito) in quanto “è un vero combattente”, quello che “La Tav si fa e su questo non si torna indietro”, quello che perde le elezioni in Piemonte e commenta dicendo che il Movimento 5 stelle “Al Nord e soprattutto in Piemonte ci ha rovinato”.

Entrambi non hanno mosso un dito per evitare la sentenza contro l’Italia della Corte europea dei diritti dell’uomo  per non avere concesso per 10 anni le frequenze all’emittente televisiva Europa 7 di Francescantonio Di Stefano, per evitare che l’Italia sia il paese con il maggior numero di sentente inapplicate (2.522 su un totale di 10.689), o per evitare che nella classifica di Reporter Senza Frontiere del 2011 l’Italia precipitasse dal 50° al 61° posto, che hanno occupato la Rai ed ogni istituzioni pubblica con i loro uomini. Per far contenti i cittadini italiani non dovete unirvi ma andarvene in un altro paese, e anche di corsa.

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