Afghanistan: aumentano i morti per una guerra senza senso

di Giacomo Cangi

I classici mezzi di informazione chiaramente non ne parlano, ma sono usciti i dati sul numero di morti civili in Afghanistan nel 2011 fonti dall’Unama, la missione di assistenza Onu nel paese martoriato dalla guerra. E sorge in maniera naturale una domanda: perché?

afganiCresce, per il quinto anno consecutivo, il numero di vittime civili in Afghanistan. Nel 2011 sono morte 3021 persone. Donne, bambini, anziani e uomini che con la guerra non centrano assolutamente niente. Basta con la bugia delle missioni di pace umanitarie perché non ci crede più nessuno, perfino i parenti dei soldati italiani morti in servizio. E tutto questo per cosa? Davvero non si riesce a capire.

Non c’erano afghani fra i terroristi che attaccarono le Torri Gemelle e il Pentagono l’11 settembre 2001. Non c’era un afgano neanche nelle cellule di Al Quaeda scoperte dopo gli attentati. C’erano arabi sauditi, giordani, egiziani, marocchini, tunisini, algerini, yemeniti, inglesi, tedeschi e belgi di origine araba. Non manca più nessuno, solo non si vedono gli afghani. Ci è stato detto in tutti i modi che i talebani erano un pericolo. A proposito del popolo talebano sono state dette una quantità enorme di bugie. In pochi sanno come è nato il movimento talebano. Come racconta lo scrittore e giornalista Massimo Fini nel suo libro “Il Mullah Omar”, in Afghanistan il movimento talebano nasce nel 1994 quando il Mullah Omar insieme a molti altri giovani si prefiggono gli obiettivi di riportare la pace nel paese cacciano i mujaeddin, i signori della guerra, disarmare la popolazione, imporre la sharia, ovvero la legge islamica, e preservare l’integrità e i valori islamici che fanno parte della tradizione del paese fin dalle sue origini. Ed effettivamente questo è quello che hanno fatto i talebani che, di fatto, riportano l’ordine in un paese che prima viveva con il terrore dei “signori della guerra” che rapivano, violentavano ed uccidevano donne e uomini in ogni villaggio.

Con i talebani le donne dovevano vestirsi in modo sobrio “per non creare occasioni di richiamare l’attenzione di gente indegna che non le guarda con occhio giusto” come diceva il decreto della polizia religiosa. E il velo forse può essere un problema per noi, ma non per le donne afgane. Come riporta Viviana Mazza nel “Corriere della Sera” del 6 febbraio 2003 “Molte donne afgane dicono di sentirsi più protette con il burqua”. Noi occidentali non riusciamo a capire che si tratta semplicemente di due sensibilità culturali diverse. In alcune zone del mondo, come appunto l’Afghanistan, i capelli sono una delle parti più sensuali della donna. Andare in giro senza coprirsi i capelli sarebbe come se da noi una donna andasse in giro senza reggiseno. Eppure nessuno si azzarda a dire che “la donna ha il diritto di andare in giro senza reggiseno” e se qualcuna lo facesse tutti diremmo che il marito farebbe bene ad arrabbiarsi. Eppure tutti quanti, quando si tratta delle donne islamiche, diciamo che “la donna ha il diritto di andare in giro senza il velo” ed il marito non si può arrabbiare. Sembrerebbe che l’occidente non riesca a capire che esistono altri modi di vedere il mondo che hanno la stessa dignità del proprio.

Nessuno entra mai nel merito della politica talebano. Mentre in occidente ogni anno muoiono sempre più persone a causa della droga, il Mullah Omar, leader spirituale del movimento talebano che governava il paese, riuscì a vietare la produzione dell’oppio. Tutto questo perché il Corano, che in occidente è considerato come il libro del demonio, vieta chiaramente sia la produzione che la consumazione di sostanze stupefacenti. Dopo 10 anni di governo americano, l’Afghanistan è tornato a produrre più del 90% dell’oppio mondiale.

Chiaramente oggi, dopo una distruzione completa sia dal punto di vista materiale che dal punto di vista della società, della mentalità, dei valori e delle tradizioni, gli afghani non sopportano più gli americani. E pensare che quando gli afghani combatterono contro i sovietici(per giunta vincendo) venivano aiutati dagli stessi Stati Uniti. Probabilmente tutto è cominciato quando nel 1997 il Mullah Omar decide di affidare la costruzione del gasdotto che va dal Turkmenistan al Pakistan attraverso l’Afghanistan, alla Bridas argentina diretta dall’italiano Carlo Bulgheroni, invece che alla multinazionale americana Unocal, che ha al suo interno Dick Cheney, Condoleezza Rice e altri personaggi che poi faranno parte del governo Bush. Da allora comincia una guerra ad armi assolutamente impari. Se gli afghani combattono con armi vecchie che non hanno niente di tecnologico, gli americani invece usano aerei telecomandati direttamente dagli Stati Uniti. Appare chiaro allora come il terrorismo sia l’unica arma a disposizione della popolazione per difendersi e cacciare l’invasore. Terrorismo che però è causato, seppur indirettamente, dagli invasori stessi, cioè noi occidentali. Ma il terrorismo è condannato anche dai talebani. Il 4 novembre 2011 il Mullah Omar, durante un appello ai suoi, ha detto che “i combattenti devono mantenere buone relazioni con i civili ed evitare qualunque azione che potrebbe colpirli. E la popolazione dovrebbe prendere precauzioni per evitare di essere colpita durante gli attacchi”. Bush ed Obama non hanno mai detto una cosa del genere.

Non solo invadiamo e distruggiamo la loro terra, ma non abbiamo neanche rispetto per i loro morti. Tutti noi ricordiamo il video che a metà gennaio fece il giro del mondo in cui si vedono dei marines urinare sui cadaveri insanguinati, probabilmente tre guerriglieri talebani uccisi al termine di un’operazione. Senza pietà. Ma d’altronde che cosa siano i valori e cosa sia il rispetto per la vita delle popolazioni straniere, l’occidente lo ha dimenticato da tempo. Infatti nessun occidentale si vergogna per quelle 3021 vittime che abbiamo sulla coscienza.

LEGGI ANCHE

Napolitano e l’intolleranza da estirpare. Quando cominciamo?

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.