La regione Lilliput

di Luigi Valente

Il Molise ha 320.000 abitanti; quante volte abbiamo sentito dire che è poco più di un quartiere di Roma ? Ebbene si, siamo una piccola regione ma le dimensioni ridotte ed il numero esiguo  di cittadini non dovrebbero essere un problema, anzi, potrebbe essere un notevole vantaggio la gestione di una piccola regione con pochi abitanti.   Per i Sanmarinesi non è un problema essere piccoli ed in pochi, nemmeno per gli svizzeri e per i cittadini Monegaschi.  Sono certo che non sia  un problema nemmeno per i residenti della Valle d’Aosta che sono appena in 130 mila e,  quindi,  sono fermamente convinto che la gestione e l’amministrazione di un piccolo territorio regionale con pochi abitanti possa essere estremamente vantaggioso per gli amministratori e dovrebbe essere una vera e propria fortuna vivere in un posto come il Molise.

LilliputAllora cos’è che non va ? Perché invece di essere una delle migliori regioni d’Italia e d’Europa, siamo praticamente al fallimento ?

Non si tratta di numeri evidentemente; l’essere Lilliput della nostra regione non è legato ad una dimensione numerica o quantitativa ma a quella qualitativa. Sembra un paradosso ma è proprio l’esiguo numero di abitanti la causa del mancato utilizzo delle potenzialità di questa regione.   Il Molise è come Lilliput non per la bassa statura  fisica dei propri abitanti  o perchè siamo numericamente pochi,  bensì per la bassa statura morale ed etica di molti, troppi, molisani.

Prendiamo ad esempio le nostre rappresentanze politiche a livello nazionale. Qualcuno dice il Molise non conta nulla nelle scelte governative ( sia di destra che di sinistra) perché esprime pochissimi voti  e non sarebbe appetibile politicamente, ma ci siamo mai chiesti che “altezza” hanno i nostri rappresentanti in parlamento,  che peso hanno o abbiano mai avuto per il passato ?  Sono “peones” del Parlamento e “reucci”  dei propri orticelli.

Non abbiamo, in questa regione,  molti imprenditori in grado di sviluppare progetti ed idee, in grado di finanziare le proprie aziende e crescere con il proprio profitto ma, visto che siamo pochi e ci conosciamo tutti, esistono solo imprenditori amici di questo o quel politico regionale.  In Molise si fa impresa, per la maggior parte dei casi,  con i soldi pubblici  perché tanto  non è difficile arrivare ad un assessore regionale o al governatore.  Tutti conoscono tutti;  direttori di giornali che frequentano politici regionali, pubblici ministeri e imprenditori di successo o emergenti, e non è difficile constatare con quanta ostentazione ci sbattono in faccia le loro amicizie  e frequentazioni più o meno strette, più o meno  profonde, più o meno articolate.

Assistiamo a processi di tipo familiare in cui imputati, avvocati, pubblica accusa, giornalisti e giudici si conoscono tutti; ognuno ha ” amicizia” con l’altro e quindi come si può  colpire un amico, uno che, magari,  ti ha dato il proprio aiuto in qualche faccenda personale ?  Come si può validamente e seriamente esplicare un processo quando giudice ed avvocato sono stati in vacanza insieme, quando Pubblico Ministero e imputato hanno partecipato a  numerosi convegni e manifestazioni, sedendo l’uno accanto all’altro e facendosi reciproci complimenti ?

Si può mai scrivere in Molise  un articolo che denunci irregolarità, azioni illegali di qualche amministratore ? E se poi è dello stesso partito del politico che ha finanziato l’editore cosa accadrebbe ?  Quell’amministratore potrebbe anche essere amico del Direttore, oppure l’azienda di suo fratello finanzia il giornale attraverso la pubblicità.  Allora è meglio evitare, far finta di nulla o, se proprio bisogna riportare la notizia, la si addolcisce esternando le qualità del protagonista.

Negli ospedali di questa regione si entra e si viene curati grazie alla ” buona parola” dell’ infermiera vicina di casa, del medico parente o amico del parente; chiunque dovesse aver bisogno di cure non andrà mai a pensare che si ha diritto ad essere curati  e che, rivolgendosi alla struttura pubblica, si avranno tutte le cure necessarie, la prima cosa che ci viene in mente  è quella di cercare qualcuno a cui ci si può rivolgere per essere curati nel migliore dei modi.

In Molise va così, da sempre; ci conosciamo tutti, siamo come una grande famiglia e i rapporti personali sono alla base di ogni situazione, superando ogni diritto, ogni regola, ogni regolamento o norma giuridica e morale.  Dall’accesso al credito all’iscrizione a scuola si va per conoscenze, per amicizie per contatti. Ormai nessuno si indigna se tutti  ricorrono ad una amicizia o ad una parentela per ottenere un proprio diritto, ormai in questa regione l’unica cosa certa che ci accomuna tutti è che ” devi conoscere per …...”   Inutile dire quanti danni ci comporta questo essere una regione piccola con pochi abitanti se il sistema è quello delle conoscenze e delle amicizie.

Il Molise è così ed è un problema anche per chi viene da fuori regione intenzionato a fare bene il proprio lavoro e comportarsi correttamente. Un magistrato, un docente universitario, un primario, un prelato che venga in Molise deve stare molto attento; basta che egli accetti, un aiuto, un finanziamento, una cena, un invito ad un convegno ed è fregato per sempre; entra nel giro dei rapporti personali di questa famiglia allargata che è la nostra regione per soggiacere, in men che non si dica, al sistema dei rapporti, delle amicizie, delle conoscenze.

In Molise, non si critica, non si contesta, non si denuncia, non si rende pubblico perché c’è sempre un amico, un parente un conoscente che ci potrebbe rimettere e allora “non sta bene”, e poi a cosa serve farlo ?  Se ho un diritto da far valere è molto più semplice contattare qualcuno che conosco, che attivarsi affinché mi venga legittimamente riconosciuto.

Abbiamo solo una speranza, quella di cercare di crescere e non essere più la Regione Lilliput d’ Italia,  ma la crescita non è certamente quella demografica,  bensì quella etica e morale.

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