Il coraggio di denunciare

Scritto da Francesco Carbone |
Pubblicato Lunedì, 13 Febbraio 2012 00:00

di Francesco Carbone

Mi chiamo Francesco Carbone e per 7 anni sono stato responsabile su Verona dell’Impresa Sannita srl (ditta che ha appalti speciali di Poste Italiane nel nord Italia in diverse città tra cui Verona) fino a quando sono stato costretto a dare le mie dimissioni a seguito di minacce e vessazioni ricevute dall'amministratore della ditta appaltante sig. D’Agostino Raffaele (nipote dell’ex Capo della Polizia e dei Servizi Segreti Fernando Masone) , e dagli alti dirigenti di Poste Italiane per le mie lamentele e denunce sulle lacune lavorative che praticamente erano: nessun tipo di sicurezza e igiene sul posto di lavoro, obbligati a fare lavori che non ci competevano per contratto, presenza di lavoratori in nero, straordinari sottopagati in nero, mezzi di trasporto mal messi e spesso senza revisione, appropriazioni indebite di denaro prelevato direttamente dalle buste paga degli autisti sotto forma di rimborso, continui insulti e minacce dal personale e dai dirigenti di Poste Italiane.

francesco_carbonePraticamente ho denunciato i fatti al dirigente della Cgil il quale oltre a non fare niente mi ha consigliato di non disturbare gli alti Dirigenti di Poste Italiane che in quel momento erano occupati a preparare i nuovi appalti , in quanto avrei perso il posto di lavoro e vedendo la mia perseveranza, ha riferito a tutti gli autisti che per colpa mia e delle mie continue lamentele avrebbero perso il posto di lavoro , creando attorno a me il vuoto.

Ho denunciato presso l'ispettorato del lavoro la presenza ,all'interno di Poste Italiane ,di lavoratori in nero con tesserino identificativo fornito dai dirigenti di Poste Italiane e non è stato fatto alcun controllo, inoltre alla richiesta di informazioni da parte della Procura di Verona, il direttore ordinario Palumbo risponde che non ha proceduto all'ispezione in quanto nutriva forti dubbi sulla veridicità di ciò che io avevo denunciato ma non verifica la veridicità e non mi denuncia per false informazioni a un pubblico ufficiale.

Ho denunciato presso lo Spisal di Verona ( Servizio Ispezione Azienda Sanitaria Locale ) tutte le irregolarità riguardanti la sicurezza e igiene nei posti di lavoro ed è stato fatto solo qualche controllo a seguito della mia minaccia di denunciarli per omissione di atti d'ufficio, tra l'altro la mia denuncia presentata il 28/09/2007 e' stata protocollata il 12 novembre 2007 subito dopo la mia minaccia di denunciarli alle autorità.

Ho collaborato per mesi con elementi dei Servizi Segreti della Guardia di Finanza di Verona e volontariamente non è stato fatto alcun controllo né sull'evasione fiscale, né sulla frode fiscale, né sugli appalti illeciti da me documentata, anzi mi hanno fatto ritardare la denuncia che dovevo presentare in procura.

Sono stato minacciato dagli uomini di fiducia dell'appaltante che mi fecero capire che era inutile mettermi contro di loro in quanto l'appaltante era il nipote dell'ex capo della Polizia e dei Servizi Segreti Fernando Masone e erano appoggiati molto bene politicamente e tra l'altro anche se avessi fatto denunce alla magistratura, l'allora ministro della Giustizia era Mastella e a loro dire , era in stretto contatto con tutti gli appaltanti del centro sud Italia.

Dopo tutto ciò essendo sicuri di essere intoccabili avendomi fatto terra bruciata attorno, il Direttore del Triveneto di Poste Italiane Roberto Arcuri a seguito della mia caparbietà a non fare lavori che non mi competono per contratto o che vanno contro la sicurezza, invia una raccomandata al mio datore di lavoro obbligandomi a non entrare in tutti gli uffici di Poste Italiane e di consegnare il pass di entrata , in quanto elemento indesiderato per aver chiesto il rispetto del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro e della sicurezza sul lavoro.

A questo punto prendo tutta la documentazione in mio possesso ( documenti , foto e video) e vado a presentare denuncia alla Procura della Repubblica allegando il tutto.

Dopo un mese il mio avvocato viene convocato per consegnare alla procura tutti i numeri di telefono di tutti i lavoratori in nero e poi il nulla.

Nessuna convocazione e dopo 17 mesi e 8 giorni , dopo che gli appalti erano stati riconsegnati alle stesse ditte, il capo della procura Schinaia mi archivia la denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede ,con nessuna motivazione e senza interpellare il Gip (FACCIO PRESENTE CHE ALL'EPOCA DEI FATTI OLTRE A ESSERE PERSONA OFFESA DAI REATI ERO INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO OBBLIGATO DAL CODICE PENALE A DENUNCIARE FATTI DI RILEVANZA PENALE).

Agli atti delle indagini mancano documenti importanti.

Per questo motivo e per tutti gli altri motivi gravi ho scritto al presidente della Repubblica e al Ministro Alfano chiedendo che immediatamente vengano inviati gli ispettori a Verona per sequestrare e verificare l'operato del Capo della Procura.

Ho consegnato la richiesta fatta al ministro Alfano e la lettera al Presidente della Repubblica allegando tutta la documentazione in mio possesso più le denunce anche a:

Procura di Roma

Procura Generale di Roma

Consiglio Superiore della magistratura.

Ho fatto altre 13 denunce querele in seguito all’archiviazione per diversi reati tutti riconducibili alla prima denuncia sabotata e sono tutte state pilotate e sabotate da una cerchia della magistratura che opera nelle procure di Verona  Roma Palermo e Termini Imerese .

Le denunce sono state tutte sabotate e archiviate tramite l’abuso del mod. 45 classificando le mie denunce criminalmente come fatti non contenenti reato per auto archiviarle senza fare alcuna indagine o attraverso il mod. 44 classificando le mie denunce contro ignoti pur facendo nomi e cognomi e in alcuni casi anche indirizzi e numeri di telefono.

L'Onorevole Fini ha posto la mia lettera denuncia all'attenzione della Commissione competente e non ho ricevuto alcuna risposta e la stessa, non è mai arrivata in commissione Parlamentare.

La mia dettagliata denuncia si trova anche all'attenzione del Ministro Sacconi e la Direzione Generale del Ministero del Lavoro e non ho ricevuto alcuna risposta e nessuna ispezione è stata fatta.

La mia denuncia dettagliata si trova anche all'attenzione del Ministro Brunetta il quale l'ha posta all'attenzione dell'ispettorato della Pubblica funzione a dicembre del 2008 a tutt'ora non ho ricevuto alcuna risposta e nessuna ispezione è stata avviata.

Il 28 aprile ho inviato una richiesta di intervento disciplinare al CSM per i procuratori Papalia e Schinaia che volontariamente hanno messo la mia denuncia querela a mod. 45 per auto archiviarla senza alcuna indagine.

Ho chiamato il CSM registrando le telefonate e mi hanno risposto che la mia richiesta era in mano al relatore dal 5 maggio , la pratica è 309/2010 e il 3 giugno 2010 mi informano che la mia pratica sarà messa al vaglio del Plenum dopo il 15 giugno.

Giorno 07 giugno 2010 il CSM mi risponde con una lettera ciclostilata inserendo anche ciò che avevo chiesto nella prima istanza , dichiarando che le richieste disciplinari le possono richiedere solo il Ministro e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione e per ciò non faranno alcun intervento sia nei confronti dei procuratori Capo e non saranno aperte le indagini sulla denuncia auto archiviata con metodi criminali .

Mi invitano a rivolgermi alle autorità competenti per denunciare civilmente o penalmente i Procuratori Capo Papalia e Schinaia, pur avendogli consegnato nella documentazione anche la denuncia querela presentata a Verona il 23 Febbraio 2010 nei confronti dei Procuratori Capo e gli appartenenti dei Servizi Segreti e tutti coloro che hanno impedito , ritardato, omesso le normali procedure di indagini, occultando documenti o presentando documenti totalmente falsi e la cosa assurda e’ che mi dichiarano che la mia istanza era stata valutata al plenum del 26 maggio 2010 pur non essendo assolutamente vero.

Pur essendo coinvolte le Procure di Roma, Verona , Palermo, e Termini Imerese in quanto le denunce querele, anche se per diversi reati, sono tutte collegate alla prima denuncia auto archiviata , non sono mai stato convocato da nessun Magistrato o forze dell'ordine in merito a ciò che ho denunciato.

Violando l'art 112 della Costituzione, ( il Magistrato ha l'obbligo dell'azione penale), non viene avviata alcuna indagine o procedimento penale ne nei confronti di chi ho denunciato e neanche nei miei confronti per calunnia , false informazioni a pubblici ufficiali e non vengo neanche denunciato per diffamazione pur avendo pubblicato via web e in particolar modo su facebook non solo la vicenda ma anche le denunce scannerizzate foto e video.

L'unica cosa di cui sono certo e' che per fatto il mio dovere , mi ritrovo disoccupato , senza giustizia e attenzionato dalla Digos come se fossi un criminale.

Il 24 novembre 2010 il senatore Elio Lannutti ha presentato un’interrogazione Parlamentare a risposta scritta a  4 ministeri chiedendo di verificare tutto ciò che ho denunciato e pur essendo gravissimi reati contro lo Stato commessi da funzionari pubblici e pubblici ufficiali, nessuno risponde e nessuno interviene.

In pratica allo Stato e alla Magistratura, fa comodo farmi passare per un fantasma cosi da non fare emergere le mie denunce che provano che gli appalti speciali di Poste Italiane, altro non sono che dei veri e propri Caporalati illeciti per sfruttare i lavoratori e per spartirsi i proventi degli appalti finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico, di fatti il mio ex Capo il sig. D’Agostino Raffaele per farmi desistere nel denunciare e per invogliarmi a sedermi al loro tavolo per fare discorsi grandi, mi diceva spesso che Poste Italiane e’ uno dei più’ grandi calderoni italiani dove tutti mangiano e nessuno controlla in quanto i primi a mangiare sono i controllori.

Il 25 luglio 2011 ho iniziato una manifestazione permanente davanti al Tribunale di Palermo dove richiedevo con 2 cartelloni di 25 mt ciascuno , di essere processato per calunnia almeno per poter avere un processo penale per poter dimostrare con prove alla mano tutto ciò che ho denunciato.

Il 4 agosto 2011 ho cessato la mia manifestazione dopo aver parlato con due tenenti dei Carabinieri e il 3 novembre scopro che il 5 agosto 2011 il Procuratore Generale Luigi Croce su indicazione dei Carabinieri della sicurezza del Tribunale di Palermo, senza ascoltarmi, senza essere denunciato e processato, mi condanna all’interdizione ad entrare presso tutti gli uffici giudiziari di Palermo e ciò per fortuna mi viene notificato subito dopo aver parlato con il Procuratore Viola scoprendo che il Procuratore Agueci aveva insabbiato le mie denunce archiviandole a mod. 45 senza avvisarmi e mettendo a mod. 44 (contro ignoti) una denuncia per diffamazione a mezzo stampa contro il Giornale di Sicilia e la Sicilia.

In Pratica l’interdizione era stata fatta solo per evitare che io potessi controllare lo stato delle denunce essendo sicuri che non avrei trovato un avvocato che mi difendesse o che avrebbe controllato le denunce al posto mio.

Per loro sfortuna , finalmente un avvocato con la schiena dritta l’ho trovato e ora vedremo cosa succederà.

Inoltre, tutto ciò che ho vissuto in questi 4 anni sarà reso pubblico attraverso la pubblicazione di un libro che tra qualche mese sarà disponibile sia su tutto il territorio italiano che in tutto il mondo in lingua inglese e vedremo se riuscirò ad ottenere o no un processo.


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