Zuccherificio Molise/ La politica passa, Alfieri rilancia dai creditori e gli operai vedono l’impugnativa.

Oggi è uno dei giorni più importanti per la nascente NewCo dello Zuccherificio. Infatti se lo scorso fine settimana i giudici del Tribunale di Larino hanno accettato la richiesta di concordato preventivo, questa mattina l’amministratore delegato Alberto Alfieri illustrerà il piano di risanamento anche ai creditori dello stabilimento saccarifero e, dovrà essere convincente viste le ingenti somme in palio. Ma soprattutto il Giudice incaricato se avvallerà la proposta di rilancio andrà a firmare anche il licenziamento dei 29 dipendenti in esubero senza che questo fosse previsto negli accordi sindacali pattuiti e senza che i 29 ‘licenziati’ possano usufruire di un qualsivoglia ammortizzatore sociale.  Nel frattempo all’interno dell’azienda si vive un clima surreale: da un parte l’avvio della stagione bieticola dall’altra la lotta dei lavoratori messi alla berlina.

di Alessandro Corroppoli

zuccherificio_molise_adieuMentre questa mattina il nuovo “Marchionne in salsa molisana”, Alberto Alfieri,  tenterà di convincere i creditori dello stabilimento di cdr Perazzetto della bontà del suo piano di rientro e contestualmente di rilancio dell’azienda stessa (anche se  ancora non sappiamo in cosa), all’interno della fabbrica si vive un clima torrido in virtù sia delle condizioni metereologiche e sia della spaccatura ormai insanabile tra i 29 esclusi al nuovo progetto industriale e gli amministratori della stessa NewCo.

Da più lati si sono levati voci non proprio di giubilo per la decisione più che sorprendente di lasciare fuori dai cancelli 29 operai. Ultima in ordine di apparizione è il deputato molisano ed ex Sindaco di Campomarino l’onorevole Anita Di Giuseppe, capogruppo IdV in Commissione agricoltura : “ Com’è possibile che ogni qualvolta si renda necessario far ripartire l’azienda, si finisca per affossarla? Lo zuccherificio è precipitato in un’ Odissea ,dapprima con il ‘presunto salvatore’ Remo Perna, che  salvatore di certo non si è rivelato, in seguito l’altalena del risanamento, poi la delibera dello scorso 6 luglio, che sembrava fosse risolutiva ed ha invece causato ben 29 licenziamenti ed ancora i ritardi sui bonifici agli agricoltori”.

Ed è proprio questo il pomo della discordia o se volete il pomo della furbata tutta molisana. Le delibera regionale dello scorso 6 luglio prevedeva la salvaguardia di tutti i posti lavorativi. In seno al consiglio regionale, esclusa una minoranza della minoranza, tutto l’arco delle forze politiche aveva sostenuto e votato la proposta. Ed invece contravvenendo a tutte le più elementari regole di rispetto del massimo organo istituzionale, Governo regionale e i vertici della NewCo piazzano il carico da 90: fuori dai giochi 29 dipendenti.

Certo prese di posizione in difesa dei 29 ci sono state come una diffida e la proposta di tornare a discutere nuovamente tutto il pacchetto zucchero in Consiglio regionale. Ma basterà questa debole presa di posizione di fronte all’arroganza e alla strafottenza dei vertici regionali e aziendali?

Con la creazione della NewCo (in sostanza una srl) come  unico amministratore dello stabilimento si è difatti estromessa la Regione sulla propria funzione di controllo nonostante la stessa sia ancora proprietaria dello stabilimento: il suo consiglio di amministrazione e l’assemblea dei soci non ha nessuna autorità sull’operato della  NewCo in quanto l’unico titolare è Alfieri. Pertanto  che senso ha chiedere di tornare a discutere il tutto nuovamente in Consiglio regionale?

Ma dicevamo che questa mattina l’amministratore delegato illustrerà il piano di rilancio anche ai creditori e in modo particolare ai rappresentanti della ETI (Energy Trading) i maggiori creditori, oltre 3 milioni di euro, nei confronti dello Zuccherificio. Qualche anomalia sulla conduzione e sulla trasparenza della trattiva con l’azienda fornitrice di gas naturale c’è. La prima riguarda l’avvocato in luogo della stessa società fornitrice di Gas naturale il dottor Annibale Ciarniello consigliere comunale di Termoli in quota Pdl ma soprattutto uomo politico e grande sponsor di Gianfranco Vitagliano. Seconda anomalia: come mai il Direttore Amministrativo, Marco Paradisi, dello stabilimento durante la gestione Claudio Di Florio – Domenico Porfido (tandem voluto fortemente anche da Gianfranco Vitagliano oltre che dal governatore Michele Iorio), una volta licenziato  finisce a lavorare  proprio alla ETI?

La Energy Trading fornisce gas metano allo stabilimento saccarifero termolese da tre anni a questa parte. Entra nei circuiti industriali  durante la gestione di Domenico Porfido per volontà dell’ex direttore dello stabilimento Marco Paradisi, che – come  detto precedentemente  – attualmente lavora proprio con la ETI. Lo stesso ex direttore ne chiede la messa  in liquidazione  per una fattura da tre milioni di euro non pagata.  Fin qui  nulla di nuovo. Viceversa è poco conosciuta è la proprietà della ETI: la società è interamente controllata  dalla lussemburghese Investimenti Immobiliari. Anche qui solo una mera coincidenza  il Lussemburgo quello stesso Lussemburgo di Perna & Company? Tutte anomalie o strane coincidenze le quali oggi fanno sollevare più di qualche sospetto, in merito alla buona riuscita del concordato preventivo.

Nel frattempo una scarna campagna bieticola ha preso il via. Poco più di 40 giorni lavorativi dopodiché  tutti gli avventizi stagionali torneranno a casa  mentre per i dipendenti ‘fissi’ inizierà una sorta di countdown nell’attesa   di conoscere il proprio destino lavorativo.

Lavoro a cui non vogliono rinunciare i 29 esuberi attuali. Tra di loro, temporaneamente distaccati alla new-co e quindi destinati alla cassa integrazione, prende sempre più piede l’ipotesi di impugnare da subito il provvedimento a loro inflitto nonostante all’interno della fabbrica da qualche giorno circola la voce  secondo la quale non appena i dipendenti  prossimi alla pensione accederanno alla remunerazione post lavorativa, ve ne sono diversi tra i 74 confermati dalla new-co,  la nuova gestione provvederà a sostituirli attingendo dal tesoretto dei 29 esuberi. Tutto ciò, però è molto improbabile in quanto l’accordo sindacale non prevede l’obbligo di sostituzione  se qualche dipendete, indipendentemente dalla causa, dovesse andar via o comunque lasciare vacante il proprio posto di lavoro.

I 29 zuccherini si stanno compattando per tutelare la propria posizione. Come prima cosa invieranno una comunicazione contenente l’intenzione di impugnamento della loro attuale posizione lavorativa. Hanno 60 giorni di tempo a partire dall’orami famoso 6 luglio mentre, dal momento in cui invieranno la missiva, avranno 270 giorni per recarsi dal Giudice e rendere ufficiale il ricorso.

Tutto questo avviene mentre davanti ai cancelli è facile notare facce e occhi di persone che mai avevano messo piede nello stabilimento : a ‘faticare’ è stata chiamata un numero spropositato  di operai utilizzando i servigi delle agenzie interinali e numerose ditte esterne superiore. Numero superiore agli esuberi che con il loro sacrificio avrebbero dovuto garantire un netto risparmio. Ma allora se si assumono, seppur attraverso agenzie internali, un numero maggiore di operai rispetto agli esuberi  l’efficienza e il risparmio promessi e annunciati da Alfieri dove sono?

Così nella fabbrica che dovrebbe produrre solo dolci novelle ed invece nella tracotanza estiva il ritorno di Michele Iorio e le arguzie del nuovo (sic!) totem della minoranza del centrosinistra, Nicola Magrone, e la poca chiarezza della maggioranza del centrosinistra il destino, non solo dei 29 esuberi ma dell’intero comparto saccarifero molisano è legato ad un progetto che non garantisce in futuro la produzione di zucchero.

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