Zuccherificio del Molise/ Maestro che musica suona l’orchestra? La solita.

Il nuovo Amministratore delegato dello Zuccherificio del Molise Alberto Alfieri era stato presentato dai nostri amministratori regionali come un super manager  esperto in ristrutturazioni aziendali e dal curriculum invidiabile. Soprattutto veniva presentato come uomo  super-partes, addirittura qualcuno  disse  che fosse stato mandato dal Governo Centrale. Questo non lo sappiamo però sappiamo che come il Governo centrale ha applicato subito la legge del taglione.

di Alessandro Corroppoli

zuccherificio_molise_adieuMentre tutto il mondo legato alla filiera agro-bieticola è in attesa di sapere se la Commissione incaricata, dopo aver udito l’informativa del Giudice delegato Barbara Previati in merito al progetto di rilancio dello stabilimento saccarifero molisano illustrato dal nuovo amministratore delegato Alberto Alfieri tenendo conto anche delle incongruenze e anomalie che lo stesso Alfieri porta con se (lo stesso Alfieri risulta amministratore delegato sia della vecchia gestione che di quella nuova creando un notevole ed evidente conflitto d’interesse a cui si andrebbe ad aggiungere la violazione degli accordi sindacali del 6 luglio i quali non prevedevano esuberi e tagli), rilascerà il mandato di concordato preventivo allo stato attuale, due sono i fatti nuovi meritevoli di segnalazione.

La prima riguarda l’interesse del gruppo tedesco la Sud Sucar per l’acquisizione dello stabilimento saccarifero. Il secondo fatto riguarda l’atteggiamento alquanto ambiguo tenuto da Alfieri nei confronti dei suoi subalterni e il ruolo marginale se non del accondiscende della Politica regionale. Procediamo con ordine.

Una delegazione di tecnici e amministratori della  Sud Sucar martedì scorso è scesa fino a Termoli con tutto l’intento di acquisire l’intero pacchetto azionario. Ovviamente dovrà attendere il responso dei creditori e della commissione giudicatrice in merito alla concessione  del concordato preventivo che difatti salverebbe per ora le sorti dell’azienda basso molisana dandole una prospettiva di lungo raggio.

L’amministratore delegato all’atto dell’insediamento esordì  dicendo che la merenda era finita e lo zuccherificio doveva essere concepito  come una qualsiasi azienda  presente sul mercato.

Lo stesso concetto lo riprende durante l’audizione in Giunta Regionale (dichiarazione allegata alla delibera n.383  del 4 giugno 2012):  “il perdurare della situazione di precarietà economica e finanziaria è sostanzialmente riconducibile ad ingenti investimenti parzialmente realizzati, ad una struttura di costi superiori ai livelli accettabili per lo Zuccherificio e ad altri fattori relativi a comportamenti privati/amministratori dello zuccherificio”. Tradotto politica fuori dalle ‘balle’ perché causa principale del dissesto finanziario.

Dopo queste parole un po’ tutti  erano  concordi nel dire e nell’asserire  che finalmente fosse giunto in regione un direttore d’orchestra che avrebbe suonato una musica diversa da quella degli ultimi 40 anni.  Invece ad oggi a distanza di tre mesi  di un compenso di 72 mila euro e di  29 esuberi la musica non è affatto cambiata. Le assunzioni stagionali continuano a seguire le segnalazioni della politica come negli anni passati. Anzi rispetto agli anni passati in cui c’era quasi la chiamata diretta oggi,  con l’uso sproporzionato del lavoro interinale non solo si è mascherata l’assunzione diretta ma si è anche annullato il diritto di precedenza lasciando ancora più  spazio, appunto, alle assunzioni clientelari politico- sindacale.

Il ricorso alle agenzie interinali ha consentito di lasciare a casa dipendenti con 25-30 anni di ‘campagne stagionali’ sulle spalle. A sostituirli  è stato assunto personale totalmente inesperto sia sotto il profilo prettamente conoscitivo del lavoro (non ha mai lavorato in fabbrica) sia dal punto di vista meramente professionale ( dequalificato perché privo di competenza specifica).

I posti di lavoro ricoperti da questo personale sono in numero maggiore rispetto alle necessità. Numerosi appalti sono stati dati a ditte esterne le quali a loro volta utilizzano un numero esagerato di operai per lavori  che in passato sono stati svolti con meno personale.

Più personale dequalificato, stessi costi se non maggiori con rendimento infinitamente più basso mentre bastava tenere in ‘squadra’ i 29 esuberi per avere più efficienza e con ogni probabilità anche ritorni economici.

È la politica regionale che fa? Nulla o meglio tace acconsentendo difatti sprechi e tagli, non vigilando e avallando conflitti d’interessi che vanno dal doppio incarico dello stesso Alberto Alfieri sino alla sponsorizzazione delle energie rinnovabili.  Che senso ha dichiarare di voler continuare a produrre zucchero nello stabilimento di ctrd. Perazzetto e di cercare compratori privati per farlo e allo stesso tempo invogliare gli agricoltori molisani e basso molisani ad attivarsi per ‘coltivare’ sul proprio appezzamento di terra piccole centrali di biomasse?

L’assessore all’agricoltura regionale, Angiolina Fusco Perrella, totalmente assente nel dibattito della salvaguardia e del rilancio del settore bieto-saccarifero viceversa è molto coinvolta nella sponsorizzazione delle energie rinnovabili.

“In viaggio con le energie rinnovabili” è il nome del tour (elettorale?) dell’assessore per promuovere la Misura 311 del Piano di Sviluppo Rurale (Psr) 2007/2013. “ Diversificazione verso attività non agricole” – Azione 4 – “ Investimenti funzionali alla produzione e alla vendita di energia da fonti rinnovabili” con particolare attenzione sulla filiera biogas.

“ In considerazione dell’enorme potenzialità e del vantaggio che produrrebbe alle aziende molisane nella vendita e produzione di energia a fonte rinnovabile”. Così l’assessore il giorno della presentazione (il provvedimento è stato prorogato sino al prossimo 15 ottobre).

Perché diversificare verso attività non agricole la produzione degli imprenditori agricoli locali solo per una mera questione economica? Come poter continuare a produrre zucchero se poi manca la materia prima? E, soprattutto come produrre energia se gran parte degli agricoltori accoglieranno la proposta di diversificare la loro produzione? Si sta  forse nascondendo qualcosa di più grande e di più inquinante?

Ad oggi tutto tace ma tutto si bio-muove.

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