Zuccherificio del Molise/ Concordato preventivo: l’ Alfieri prova la patta ma la partita è ancora aperta.

Ieri mattina al secondo piano del Tribunale di Larino, presso la stanza del giudice delegato Barbara Previati,   si è svolta l’audizione tra vertici dello stabilimento  saccarifero molisano , NewCo, e il giudice delegato.  Passaggio obbligatorio e fondamentale per l’avvio del concordato preventivo.

di Alessandro Corroppoli

zucchero_e_sopravvivenzaL’incontro, durato poco più di cinquanta minuti, ha visto l’amministratore delegato Alberto Alfieri illustrare al giudice delegato la bontà della sua proposta di rilancio dell’azienda e conseguentemente approvare il piano di concordato preventivo che salverebbe  dal fallimento la fabbrica termolese.

Infatti bisogna ricordare, a scanso di equivoci,  che  il concordato preventivo  non è stato  ancora concesso ma , deve essere accordato dai creditori e deliberato dal giudice dopo aver vagliato il piano asseverato da un tecnico indipendente. Viceversa è stata accordata solo la sospensione dell’iter fallimentare in attesa del concordato medesimo.

Infatti toccherà ora al giudice Barbara Previati riferire al collegio competente il quale, a sua volta,  dovrà  indicare i prossimi passaggi  tra  i quali cui la nomina del commissario che seguirà l’attuale fase, in vista dell’adunanza, procedura che chiamerà a raccolta i creditori per la decisione finale.

Nel frattempo diamo qualche ulteriore informazione in merito alla nascente NewCo. Cominciamo col dire la Newco è una srl con 15.000,00 euro di capitale versato e il suo amministratore delegato è lo stesso della vecchia gestione.

Tanto è vero che negli accordi sindacali approvati il 6 luglio scorso sia per la OldCo (Zuccherificio – spa di proprietà pubblica) che per NewCo ha firmare è sempre lo stesso Alberto Alfieri. Se ciò dovesse essere confermato il giudice delegato, la commissione giudicatrice avrebbe davanti a se una sola opzione ovvero quella di sospendere la procedura per la concessione del concordato preventivo e passare le carte alla Procura della Repubblica la quale, a sua volta dovrebbe verificare l’evidente l conflitto di interessi e una serie di altre violazioni del codice penale e del codice civile.

Ma nell’ipotesi che la Commissione e i creditori dessero via libera al concordato preventivo sulle sorti dello zuccherificio piomberebbero i ricorsi dei 29 esuberi i quali, con l’avvallo del concordato, da semplici esuberi si trasformerebbero  in ventinove licenziati. Licenziamenti che negli accordi sindacali dello scorso 6 luglio non erano previsti.

Tuttavia ancora una volta su tutto l’affaire zuccherificio pesa come un macigno la gestione politica dell’attuale inattendibile governo regionale. Se una delle due ipotesi sopracitate dovesse verificarsi e conseguentemente il fallimento dello stabilimento i liquidatori avrebbero tutti un nome e un cognome: Michele Iorio, Gianfranco Vitagliano, Angiolina Fusco Perrella e Michele Scasserra con la complicità di ampi settori del centrosinistra.

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