Torniamo a parlare di sociale.

Qualche settimana addietro la materia è rimbalzata agli occhi della cronaca regionale in virtù delle lamentele, legittime, dei lavoratori in seno all’ambito territoriale (Piani sociali di zona) i quali  non percepivano stipendio da tre mesi. Abbiamo continuato la nostra ’immersione sociale’  e siamo arrivati a scoprire che  ben 900 mila euro non sono stati iscritti nel bilancio regionale 2012. Complimenti!!

di Alessandro Corroppoli

politiche_socialiI problemi dei servizi sociali si pongono ogni qualvolta gli operatori del settore alzano la loro voce per reclamare la retribuzione che puntualmente, purtroppo, si perde nel dimenticatoio delle varie ed eventuali degli amministratori di turno.

Il problema sia nei ritardi dei pagamenti che dei bassi compensi è dovuto in special modo ai drastici tagli in materia di trasferimenti statali (Governo centrale – Governo regionale) e alle dimenticanze casuali degli amministratori locali.

Il 2012 è l’anno nero per quanto riguarda  i fondi destinati al sociale. Il fondo per le politiche sociali  è stato ridotto in prima battuta a 70 milioni di euro (quando è nato con  l’onorevole Livia Turco era pari ad un miliardo di euro). Con il decreto ‘Salva Italia’ sono stati ridotti a 45 milioni di euro di cui 30 andranno allo Stato mentre 15 alle regioni. Nel caso del Molise abbiamo un coefficiente di attribuzione pari a  0.80% della quota spettante alle regioni. Quindi su 15 milioni alla regione Molise spetteranno per l’anno in corso 120 mila euro.  Però nei bilanci di previsione gli amministratori locali avevano vergato la somma di 300 mila euro perché  ci si basava sulla prima assegnazione ovverosia sui 70 milioni iniziali. Però, con l’ulteriore riduzione a 45 milioni di euro i fondi per l’autosufficienza che per il Molise erano pari a 2.700.000,00 euro si sono persi definitivamente. Alcuni esempi? Non vi sono più le risorse per i servizi relativi alla primi infanzia: la somma prevista era pari a  1.700.000,00 euro. C’è stata una riduzione drastica del fondo famiglia  che passa da 1.950.000,00 a 300.000 euro. Questi numeri, dati sono ancora più sconfortanti se li paragoniamo a quelli del 2011 dove solo in materia di interventi negli ambiti sociali e nei comuni la somma a disposizione era pari a 5 milioni di euro.

SITUAZIONE 2012 MOLISE  – IL BILANCIO REGIONALE

Si parte con  un 300 mila euro di residui del 2011. Soldi che sono stati riportati in competenza quindi in  bilancio per un totale  pari a  2.560.000,00 euro. Tale  somma però  è espressione di una previsione fatta in prima battuta ovvero  rispetto alle 300 mila euro di partenza del Fondo Nazionale Sociale. Difatti, ora, bisognerà sottrarre 500 mila euro perché da quelle 300 mila euro il contributo è sceso a 100 mila euro e in sostanza in bilancio per il 2012 si hanno poco più di 2 milioni di euro. Ai tagli nazionali bisogna aggiungere  anche le dimenticanze parallele degli amministratori regionali. Nella fattispecie la dimenticanza dell’ultimo assessore al bilancio ovvero il solito ed immancabile Gianfranco Vitagliano.

Oltre ai già citati 300 mila euro di residui, la Regione Molise disponeva anche di altri 900 mila euro, anch’essi residui, che sarebbero serviti ad esempio per  il saldo finale  agli ambiti e per finanziare alcune attività di più ampio raggio, progetti a valenza provinciale e regionale quali  ad esempio il recupero di  ragazzi con ritardo mentale oppure down, l’inserimento socio lavorativo delle persone con problematiche con disabilità mentale, il progetto dei trasporti dei disabili che fa la provincia di Campobasso ecc.. Purtroppo per questioni inspiegabili quelle somme non sono state scritte in bilancio  e di conseguenza non state riportate sulla competenza del 2012.

QUINDI C’È UN BUCO DA 900 MILA EURO?

Si, ed è un buco che dovrà essere obbligatoriamente colmato se non si vuol perdere in maniera definitiva i quasi 2 miliardi delle vecchie lire. Infatti non stiamo parlando di fondi regionali ma trasferimenti di stato. Trasferimenti che impongono un obbligo di rendicontazione pena la restituzione allo governo centrale (se non dimostro come struttura, in questo caso Ente Regione,  come impegno e spendo  quelle risorse lo Stato giustamente ne chiede la restituzione).  A tal proposito abbiamo saputo che nei prossimi giorni ci sarà  una variazione di bilancio, un assestamento di bilancio regionale,  che riporterà i 900 mila euro del fondo 2011 in competenza. Il problema vero però è un altro.  La variazione di bilancio  verrà effettuata e approvata con delibera di Giunta Regionale.  In condizioni di  normalità l’operazione sarebbe semplicemente un atto di ordinaria amministrazione ma purtroppo così non è. Tale passaggio  sarà regolare e compatibile visto la sentenza del Tar Molise dello scorso 17 maggio  che difatto  ha dichiarato decaduto dal proprio incarico di Presidente della Regione  Michele Iorio e  l’intera sua Giunta Regionale? In definitiva i 900 mila euro sono disponibili come cassa ma non sono disponibili in competenza , messi a bilancio,  2012 quindi non sono spendibili. Un’altra convergenza parallela che verrà ricordata negli annuari di storia.

STATO DELLE CASSE DELL’ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI.

In passato annualmente la regione Molise  stanziava una cifra cospicua in materia di sociale. Solo per fare un esempio  a favore delle politiche per gli anziani prevedeva  3 miliardi vecchie lire. Ma nel momento  in cui è  entrata in vigore la  legge 328 / 2000 ,“Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, la regione in qualche misura ha fatto diversi passi indietro. Dal 2000 ad oggi i fondi regionali sono progressivamente diminuiti  andando a ridurre la propria quota di co-finanziamento. Solo quest’anno si è avuta una boccata di ossigeno con i 2 milioni di euro messi in bilancio. Euro che sono il salvagente di tutto il sistema gestionale dei servizi sociali ormai prossimo al fallimento perché prive di ogni minima risorsa. La prossima ancora di salvataggio sarà il passaggio al Federalismo Fiscale. Teoricamente dal 1° gennaio del 2013, nella peggiore delle ipotesi gennaio 2014, si avrà  un trasferimento  di una cifra X rispetto alla quale poi la politica dovrà fare delle scelte. Quanto destinare al sociale? Con 5 / 6 milioni di euro si garantirebbero i livelli minimi essenziali regionali. Se per questo 2012 il tamponamento economico  qua e là sta tenendo a galla la barca i problemi veri si porranno nel 2013 quando le casse saranno all’asciutto.

MA I PIANI SOCIALI DI ZONA HANNO UN BILANCIO PROPRIO? COME SI REGOLAMENTANO?

Il problema di tutti è sette gli ambiti territoriali è vecchi di otto lunghi anni: tutti i problemi risalgono al lontano 2004 l’anno di approvazione del primo piano sociale regionale. L’idea originale del 2004  era quella che gli ambiti si costituissero in consorzi sociali addetti  solo ed esclusivamente alla gestione dei servizi sociali dove ogni comune investiva quella poteva e aveva e più alto era l’investimento più potere decisionale aveva: una sorta società per azioni. Tutto ciò non è stato possibile attuarlo fino ad oggi  per volontà degli amministratori comunali e ora anche per volontà della stessa regione Molise che originariamente premeva per questa soluzione. Infatti nella penultima finanziaria è stata abrogata  la possibilità che gli ambiti e i comuni potessero  costituirsi consorzi sociali. Da qui nasce il problema del bilancio dell’ambito perché l’ambito territoriale non ha una connotazione giuridica, non ha status giuridico, e conseguentemente l’ambito non può fare contratti lavorativi e  non può avere un bilancio proprio nel senso che le entrate non vanno all’ambito in quanto tale. Ma allora in che modo circola il denaro all’interno di un ambito sociale?

Facciamo un esempio. Prendiamo  l’ambito territoriale di Termoli  dove il comune capofila è Portocannone. Ipotizziamo che gli venga assegnata  la quota di 600 mila euro annui. Il denaro va nelle casse del comune capofila il quale ha una contabilità separata ed esclusiva  solo per l’ambito. I quattrini verranno erogati in base alle istanze, alle esigenze che i comuni appartenenti all’abito necessitano.  Il comune capofila dovrà garantire i servizi; servizi che hanno ricevuto l’approvazione dal comitato dei sindaci organo principe del Psz. In base a ciò possiamo affermare che il bilancio in sostanza è il piano attuativo  annualmente viene proposto alla regione. Nel caso del Piano sociale di Termoli  dove il comune capofila è Portocannone i problemi sono più  evidenti. Il piccolo comune arbresch in condizioni normali  (fondi regionali ­+ il 20% da parte dei comuni aderenti)  si troverebbe a gestire un bilancio, risorse extra, di un milione di euro.  Ma la condizione non è affatto normale. L’anomalia Portocannone diventa scelta obbrobriosa quando il piccolo comune deve coprire, ad esempio, la quota del 40% del comune di Termoli. Cosa succede se Termoli e/o altri comuni non dovessero versare la loro quota? Portocannone deve comunque garantire tutti i servizi messi in campo e impegnati per la cifra, ipotizzata, di 600 mila euro. Come? Chiedendo aiuto alle banche se il bilancio non glielo consente. Ovviamente il comune debitore verso il municipio capofila pagherà solo la sua quota mentre l’interesse alla banca sarà tutto a discapito del comune capofila.  Questa situazione, non più ipotizzata ma reale, sta diventando preoccupante per l’intero sistema funzionale dei Piani sociali di zona.

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