Signor Presidente…

di Alessandro Corroppoli

michele_iorioSignor Presidente, il prossimo 16 ottobre potrebbe essere l’ultimo giorno della legislatura regionale, la sua terza da governatore. Esattamente un anno solare è trascorso dal giorno delle consultazioni. Tante sono le cose accadute e tante le domande che avremmo voluto rivolgerle in maniera diretta, di persona. Sarà perché siamo schietti, per nulla affini al potere e derivati, sarà perché siamo gli unici che le chiedono quotidianamente di dimettersi, lei ci ha sempre rifiutato. Si è barricato nel silenzio. Ora, a pochi giorni dal giudizio del Consiglio di Stato sua vittoria elettorale, le poniamo dieci interrogativi più uno (una domanda per ogni anno di governo), per certi versi scomodi. Ai nostri dubbi sulla sua – e della sua –maggioranza si sono aggiunti quelli dei cittadini molisani, i quali hanno fortemente messo in discussione la sua riconferma elettorale. Noi ci siamo permessi di intercettare le perplessità e di trasformarli interrogativi da rivolgerle. Fiduciosi in un suo riscontro, le auguriamo buon lavoro.

 

Presidente Iorio, lei ha gestito in questi anni una montagna di soldi pubblici (terremoto, alluvione, POR, FAS). Parliamo di miliardi di euro che avrebbero potuto cambiare il volto di questa piccola regione. A leggere i dati socio-economici e di sviluppo, i risultati sono catastrofici. Lei ha indubbiamente perduto un’occasione storica. Non si  rimprovera proprio nulla ?

 

Presidente, alla vigilia delle scorse elezioni ha preteso che tutti i suoi uomini fossero ricandidati. Squadra che vince non si cambia oppure, visto che la maggior parte di loro condivide le sue stesse fortune giudiziarie, se cado io cadono tutti?

 

Il suo segretario politico nazionale di riferimento, Angiolino Alfano, dichiarò che i futuri candidati presidenti del Pdl sarebbero stati scelti tramite le elezioni del popolo ovvero le primarie. In Regione il suo partito non le ha indette. Sarebbero state farlocche oppure nessuno avrebbe osato sfidarla per paura di ritorsioni?

 

È in via di approvazione in Parlamento il ddl anticorruzione, mentre in Molise è nata la prima commissione anticorruzione – unica nel panorama nazionale . Lei, nonostante una condanna in primo grado e vari rinvii a giudizio, ha dichiarato che è pronto a ricandidarsi. Non crede che, oltre a un’evidente problema giudiziario, ci sia anche una questione morale di cui dar conto?

 

Dopo lo scandalo del Lazio, il suo segretario politico nazionale di riferimento, Angiolino Alfano, ha dichiarato che vuole un Pdl degli onesti. Come si sente agli occhi del cittadino molisano?

 

Non aver onorato il piano di rientro dai debiti ha comportato un innalzamento delle tasse, che oggi in Molise sono le più alte d’Italia. Inoltre, il sistema sanitario sta franando. Presidente Iorio, ha mai pagato il bollo auto o fatto personalmente un pieno di benzina? Lo sa che in Molise il pieno costa mediamente almeno 10€ in più che in altre regioni? Ha mai provato che cosa significa attendere tre mesi per una radiografia e oltre 4 per una risonanza magnetica? È passato di recente al pronto soccorso dell’Ospedale di Isernia, a dare un’occhiata su quello che accade? Come si giustifica con i cittadini e contribuenti molisani?

 

Sempre più spesso, lei dichiara che ha sempre premiato la meritocrazia. Vogliamo crederle. Tuttavia, siamo curiosi di sapere, ad esempio, quali motivi l’hanno convinta a piazzare Domenico Porfido allo Zuccherificio del Molise, Stefano Sabatini a Molise acque, Pierluigi Lepore allo IACP e Quintino Pallante all’Arpa Molise? Ha da dire qualcosa a quei talenti molisani che dirigono fior di aziende in Italia e nel mondo e che non sono “profeti in patria”?

 

Lei, per nome e per conto dell’ente che amministra, in questi anni ha copiosamente finanziato molte aziende (Zuccherificio, Ittierre, Solagrital, Conservificio) che nel giro di alcune stagioni sono sparite dal mercato, lasciando decine di molisani per strada. C’è qualcosa in proposito che non rifarebbe?

 

A margine dello scandalo del Cosib (Nucleo industriale di Termoli), dove lei è indagato, ha dichiarato che avrebbe emanato una legge regionale per la riforma dei consorzi industriali. Ad oggi non ne abbiamo notizia. Ci dice quali interessi economici e politici protegge, che non le hanno permesso di formulare una riforma consortile?


Oggi, in maniera populistica, si fa vanto di avere tagliato il numero dei consiglieri regionali (da 30 a 20) e conseguentemente di aver risparmiato un bel po’ di denaro per le casse pubbliche. Perché allo stesso modo non elimina le oltre 800 consulenze esterne che pesano in maniera prepotente sul bilancio regionale e non avvia un’informatizzazione della Regione?


Si dichiara strenuo difensore dell’autonomia regionale e contrario ad ogni ipotesi di aggregazione del Molise ad altri territori. L’autonomia del Molise serve più alla casta, che avrebbe tantissimo da perdere nell’ipotesi di un’aggregazione, o ai molisani?

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