Progetto MEF: Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.

“E’anche evidente però che un’azione volta ad eliminare tali comportamenti si scontra con gli interessi locali di importanti categorie che una semplice  intenzione politica regionale  non può contrastare senza un forte supporto dello Stato centrale”.  Così Michele Iorio nel protocollo d’intesa che sancisce l’avvio del Progetto MEF nel 2005.

di Alessandro Corroppoli

GattopardoLa telenovela del Progetto  MEF fa registrare un’ulteriore nuova ed interessante puntata. L’ultima si era chiusa con le dichiarazioni del dott. Luigi Sauro, Presidente di FederFarma Molise, che dichiarava a L’Infiltrato.it : “ con i nostri No abbiamo fatto risparmiare 18 milioni di euro alla regione Molise in canoni di abbonamenti da pagare alla Q.E.I. srl  per il noleggio delle Validatrici”. A rispondergli ci ha pensato direttamente il presidente della Q.E.I. srl, l’ing. Stefano Rinaldi : “sono stati sprecati 10 milioni  di euro di cui solo 4 sborsati dalla regione stessa e i restanti sei milioni usciti direttamente dalle nostre casse. È di questo evidentemente qualcuno ne dovrà rispondere”.

La regione Molise con le delibere di Giunta Regionale n. 645 del 31 maggio 2005 e la n. 1319 del 5 ottobre 2005 dava seguito al protocollo d’intesa incaricando la Molise Dati spa, sua società d’informatica «in house», di attuare il «Progetto MEF» specificando che l’importo relativo alle spese d’investimento del progetto ammontavano (IVA inclusa) ad euro 8.880.0000,00 di cui 4.776.000,00 solo a carico della regione ma, come tutti ormai sono a conoscenza, nonostante i vari step di approvazione il progetto non è mai partito. Perché?

Fondamentalmente per l’opposizione di FederFarma Molise la quale, nonostante l’adesione iniziale, si ritira dal progetto perché afferma Sauro:

  • Perché la macchinetta che ritirava le ricette il più delle volte le strappava;
  • Rumore ossessivo e consistente della macchina rendevano necessario l’utilizzo di cuffie antiacustiche;
  • Il Molise non è servito in maniera uniforme dell’ADSL (internet) : solo 64 farmacie su 160 sono dotate di ADSL per problemi infrastrutturali della Regione.

“Poco importa che non ci sia l’Adsl perché questa macchinetta è stata progettata perché funzionasse con la semplice linea telefonica presente in tutte le abitazioni. Figuriamoci nelle farmacie!!” – così l’ing. Rinaldi dopo aver udito e letto l’ultima motivazione del dott. Sauro.

Ma, a distanza di qualche tempo lo stesso si contraddice è afferma che lo stop in realtà non è stato determinato dal mancato funzionamento di alcune Validatrici, ma da una trattativa sindacale tesa ad ottenere il compenso di un euro a ricetta: Le dico che la macchinetta è ottima, a noi va benissimo, siamo felicissimi, ragion per cui siamo pronti, siamo stati sempre pronti ad adoperarla” e, che comunque Federfarma sarebbe pronta a far ripartire il progetto anche senza un euro a ricetta.

Trattative sindacali che però nulla avevano a  che fare con il funzionamento del progetto come le varie verifiche e collaudi effettuati. L’ultimo dei quali è datato Lunedì 11 aprile 2011 proprio nella farmacia del dott. Sauro con esito più che positivo, con la sua firma.

Purtroppo all’insaputa degli altri attori coinvolti nella telenovela MEF, Sauro stava scrivendo una sceneggiatura parallela. Il 2 luglio del 2012 manda un’informativa a tutti i farmacisti molisani in cui invita e/o consiglia di declinare la partecipazione e il coinvolgimento fattivo alla realizzazione del Progetto Mef. Cosa curiosa la missiva annota una riga alquanto sospetta:  (La presente circolare è strettamente personale e pertanto se ne vieta la divulgazione). Perché la categoria dei farmacista prima aderisce al progetto e poi lo boicotta?

A tal proposito l’Ing. Rinaldi tiene a precisare che: “Opporsi alla realizzazione del progetto per via della mancanza di connessione a Internet è un falso. È un falso perché le Validatrici sono state fin dall’inizio progettate per lavorare sia off-line che on-line proprio perché ben consci dell’altissimo livello di “Digital Divide” in Italia e quindi anche in Molise. Cioè l’impossibilità di accedere ad Internet che, come dice correttamente il dott. Sauro, è presente solo in 64 farmacie su 160. Alla Validatrice è sufficiente una normale presa telefonica e soprattutto è in grado di lavorare in autonomia quando cioè, la farmacia è chiusa”.

Mentre, per quanto concerne la richiesta di ricevere un euro a ricetta, perché sempre secondo il dott. Luigi Sauro “nessuno fa niente per niente” , la risposta ce la consegna un’interpellanza Parlamentare del 8/05/2012  a firma dei parlamentari Fabio Gava e Siegfried Brugger i quali ci informano che:    “sussiste l’obbligo per le aziende sanitarie locali di riversare un importo pari allo 0,90 per cento dei corrispettivi erogati alle farmacie in sede di liquidazione delle prestazioni farmaceutiche per il Servizio sanitario nazionale all’ENPAF (Ente nazionale previdenza assistenza farmacisti), in base all’articolo 5 ex legge 11 luglio 1977 n. 395, pari a circa 108 milioni di euro all’anno, nonché un ulteriore contributo dello 0,15 per cento così come previsto dall’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica n. 371 del 1998 pari a circa 17,5 milioni euro, per un totale quindi in circa 125 milioni di euro all’anno versati proprio per la collaborazione con il Servizio sanitario locale”.

Inoltre, sempre nell’interpellanza si legge che: “né il sistema tessera sanitaria (articolo 50), che aveva come obiettivo anche quello di impedire le truffe nella filiera del farmaco a carico del servizio sanitario nazionale («potenziare il monitoraggio della spesa pubblica nel settore sanitario»), né i successivi controlli delle regioni hanno impedito di fatto le truffe a carico del servizio sanitario nazionale”.

Cosa vuol dire tutto ciò? Sostanzialmente due cose:

1) che FederFarma già percepisce una bella fetta, l’1%  totale, della spesa farmaceutica che va a beneficio del fondo dell’ENPAF; 2) che i dati che i farmacisti inviano ogni mese al MEF (l’art. 50) forniscono soltanto i flussi di spesa autocertificati. Non impedisce alcuna truffa, e i continui scandali lo certificano.

Persino nel Protocollo d’intesa firmato da Iorio e approvato con le delibere di Giunta Regionale è scritto:

Pertanto il Progetto MEF non solo è pienamente compatibile con l’Art.50 ma è anche fortemente complementare in quanto impedisce le frodi agendo preventivamente lì dove avviene lo scambio ‘ricetta’-servizio.” Quindi non soltanto solo un’analisi contabile ma anche su una veridicità dei dati, azzerando la burocrazia.

Ma ciò che più fa scalpore è l’atteggiamento della Regione Molise e del suo ex Presidente Michele Iorio che sembra essersi dileguato. Fondamentalmente l’ente molisano ha rinunciato ad essere promotore di una rivoluzione copernicana nel settore della spesa farmaceutica. Un intero sistema regionale si è piegato al volere e ai capricci di una lobby locale (Iorio ndr) mettendosi ancora una volta in ridicolo agli occhi dei propri cittadini.

Ci rimane un dubbio, manifestato anche nell’interpellanza parlamentare: ma se non c’è Internet, e su questo sono tutti d’accordo, perché il Dott. Sauro afferma che a settembre 2012 (ma già sarebbe dovuto accadere a settembre 2011…) partirà la ricetta elettronica? E se medici e farmacisti disonesti vogliono continuare a truffare lo potranno fare? “La risposta è, purtroppo, Si. Anzi sarà ancora più semplice e meno laborioso: sarà sufficiente un click” – la desolante risposta ultima risposta del Presidente Rinaldi.

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