PROGETTO MEF/ FederFarma Molise replica a Rinaldi: “Partiranno contenziosi. Ecco la nostra versione”

A poche ore dalla presa di posizione del Presidente della Q.E.I. SrL, l’ing. Stefano Rinaldi, FederFarma Molise attraverso il suo Presidente Regionale, dott. Luigi Sauro,  oltre ad annunciare “partiranno altri contenziosi con Rinaldi”, replica punto per punto con una nota ufficiale. Nella fattispecie si vanno a precisare due argomenti focali: a) il perché della richiesta di un euro per ogni ricetta vidimata e realtivo affaire ENPAF; b) il perché della non attuazione del Progetto Mef.

di Alessandro Corroppoli

PROGETTO_MEF_FEDERFARMA_MOLISEInnanzitutto, va precisato che i servizi della trasmissione “Le Iene” citati nell’interpellanza hanno riguardato situazioni diverse: i primi hanno tratto spunto dal caso di una farmacia di Novi Ligure, nella quale sono emerse irregolarità riguardanti, tra l’altro, la detenzione di confezioni di farmaci privi di fustella, al fine di truffare il SSN. Una seconda serie di servizi è stata, invece, dedicata al tema della rilevazione dei dati delle ricette in Molise, che non ha nulla a che fare con le truffe al SSN, posto che comunque le farmacie del Molise da anni ormai inviano i dati delle ricette al Ministero dell’economia, permettendo tutte le possibili verifiche.

In questo caso, semmai, si tratta di verificare se il mancato utilizzo delle macchinette validatrici non abbia consentito di evitare l’esborso di altro denaro pubblico per la prosecuzione del progetto, posto che le validatrici stesse non avrebbero portato alcun valore aggiunto agli attuali strumenti di controllo. In prospettiva, peraltro, l’introduzione della ricetta elettronica, prevista a breve, renderà superflui e superati tutti gli altri strumenti di controllo e monitoraggio.

Va sottolineato che la decisione di non dare seguito alla sperimentazione delle macchinette validatrici è stata presa autonomamente dalla Regione che, evidentemente, ha ritenuto il progetto non rispondente agli obiettivi prefissati. Le farmacie non hanno certo il potere di bloccare un’iniziativa strategica della Regione. Se avessero avuto questo potere avrebbero impedito l’attivazione di ben altre iniziative penalizzanti per il servizio farmaceutico.

Federfarma Molise, in ogni caso, in una nota del 3 marzo 2011, ha chiesto alla Regione di esprimersi sulle modalità di prosecuzione del progetto e sull’eventuale utilizzo delle macchinette, senza ricevere alcuna risposta.

Sulla decisione della Regione di non procedere hanno pesato sicuramente le difficoltà tecniche, legate principalmente al fatto che il Molise non è adeguatamente coperto dal servizio ADSL e l’invio delle immagini delle ricette tramite internet è estremamente problematico con le normali linee telefoniche. Peraltro, se il progetto fosse stato così innovativo ed efficace come vantato nella trasmissione televisiva lo stesso Ministero dell’economia avrebbe sicuramente fatto pressione per ottenerne l’attuazione, così come ha fatto invece per determinare altre scelte di politica sanitaria di una Regione commissariata e sottoposta a piano di rientro dal deficit.

La posizione di Federfarma Molise, che aveva richiesto alla Regione un compenso di un euro per ciascuna ricetta rilevata dalle validatrici, era determinata dal fatto che in quel momento fosse in corso una complessa trattativa sindacale con la Regione; trattativa che non riguardava in via prioritaria le macchinette validatrici, bensì altri temi assai più delicati e importanti per il funzionamento del servizio farmaceutico.

Le farmacie, infatti, in quella fase, stavano trattando con la Regioni la distribuzione di medicinali acquistati dalle ASL, subivano gravi ritardi nei rimborsi dei presidi per diabetici e della protesica, non venivano pagate per la trasmissione dei dati, come previsto dalla legge, ma subivano le sanzioni di due euro per ogni ricetta i cui dati fossero inviati al Ministero dell’economia incompleti o in ritardo anche di poche ore rispetto al termine prefissato.

La richiesta di un euro a ricetta va inserita in questo contesto, così come vanno inserite nel contesto della trattativa in atto le comunicazioni riservate inviate da Federfarma Molise alle farmacie con l’invito a sostenere la trattativa stessa, anche bloccando temporaneamente la sperimentazione delle macchinette validatrici, avviata a titolo del tutto gratuito.

Non ha invece niente a che fare con tale vicenda il versamento all’ENPAF della quota dello 0,90% che viene pagata dalle farmacie (e non dalle ASL, come sostenuto nell’interrogazione), viene redistribuita a tutti i pensionati (titolari di farmacia e non) e costituisce di fatto un contributo di solidarietà delle farmacie al sistema pensionistico di tutti i farmacisti.

Per quanto riguarda il contributo dello 0,15% che dovrebbe essere versato dalle ASL, va evidenziato che tale contributo viene effettivamente corrisposto da un numero ridotto di ASL, come risulta dai prospetti pubblicati sul sito internet dell’ENPAF.

Alla luce di tali considerazioni, appare evidente che la responsabilità della mancata realizzazione del progetto non possono essere attribuite alle farmacie, ma vanno individuate piuttosto nelle modalità con le quali il progetto stesso è stato predisposto e avviato.

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