MOLISEX/ Entriamo nel mondo dei night club: quando la riviera diventa hot

Lo scorso 28 giugno ci siamo occupati dei dati concernenti la prostituzione attraverso i dati e numeri forniti dal Codacons. Oggi ci occuperemo, parleremo e cercheremo di scoprire e capire meglio il mondo dei locali notturni conosciuti più comunemente come Night Club e, nella fattispecie quelle in riva all’adriatico molisano.

di Alessandro Corroppoli

Night_ClubOggi giorno in basso Molise sono presenti diversi night club o locali notturni. Il 90% delle strutture in questione è gestito solitamente da gente del posto ma ve n’è anche qualcuno, uno in particolare, la cui gestione è ad appannaggio d’imprenditori di fuori regione, pugliesi. I locali sono igienicamente dotati, anche se alcuni di essi non eccedono in pulizia nel settore bar dove sono serviti i drink ai clienti prima che questi ultimi si appartino con la ragazza di turno. Cerchiamo, allora, di rispondere ad alcune tra le domande più comuni che i lettori si pongono riguardo al mondo dei Night Club.

 

CHI SONO I FREQUENTATORI TIPO?

La maggior parte dei clienti è gente che potrebbe definire tranquillamente comune della porta accanto: giovani disoccupati e studenti, operai e impiegati. Una buona percentuale sono uomini sposati, anche padri di famiglia. Frequentano i night club per distrarsi e vivere ore ‘felici’ con ragazze avvenenti le quali a loro volta sono molto brave esperte e abili nel fare la radiografia al portafoglio del cliente. Tanto brave che molto spesso inducono il cliente a tornare a casa senza un centesimo in tasca.

CHI SONO QUESTE ABILI RAGAZZE?

Hanno un’età media di venticinque anni. La maggior parte di loro proviene dall’est Europa: Romania, Russia, Bulgaria ma vi sono anche donne provenienti dal Marrocco mentre iniziano ad affacciarsi sul mercato molisano, adriatico in particolare, seppur timidamente le Sudamericane. D’italiane almeno nei locali termolesi ve ne sono poche. Stando alle parole e alle riflessioni di frequentatori abituali, quello delle italiane è un mercato che non tira. Le nostre professioniste del sesso sono più richieste in altri ambienti come quello privato ad esempio. La loro vita lavorativa, o se volete carriera, dura all’incirca di 5 – 6 anni e ruota quasi nella totalità tra un locale e l’altro in virtù delle richieste del cliente. Ragazze alle apparenze normali che come tante altre loro connazionali arrivano in Italia per cambiare il loro status quo ma poi si ritrovano a battere o per strada o le più fortunate nei locali a pagamento.

DOVE VIVONO LE OPERAIE SPECIALIZZATE DEL SESSO?

Vivono nelle zone periferiche della città (Termoli) per non dare nell’occhio dell’opinione pubblica, per questioni economiche e perché solitamente anche a casa qualcosa si può guadagnare.  Solitamente condividono in tre o quattro un appartamento in modo tale da dividere le spese di affitto. Un po’ come succede ai giovani universitari fuori sede.

COME FUNZIONANO I NIGHT CLUB?

Mediamente nel locale basso molisano lavorano quindici donne. L’orario di lavoro va dalle 22.00 alle 05.00 del mattino.  Generalmente funziona in questo modo: il cliente sceglie una ragazza e paga 20 euro per venti minuti per palare e bere un drink – in gergo una consumazione – con lei (ovviamente il drink ha un costo extra e di solito, anche se è la prima volta, una consumazione non dura mai venti minuti); inoltre alcuni di questi locali hanno delle stanze, camere, dove potersi appartare e pagando – in gergo le prive – 50 euro, assistere allo strip della ragazza scelta. Quindi, se si passa una serata insieme, ovvero si riesce a convincere la ragazza ad uscire dal locale per una “consumazione completa”, le cifre aumentano vertiginosamente arrivando a toccare anche le 700 – 800 euro a notte. Fatto importante da sottolineare e che fa riflettere è la bravura delle ragazze nello scegliere il cliente ‘ricco’ di turno per tenerselo il più stretto possibile la sera nel locale e magari concordare qualche uscita il pomeriggio con eventuale cena, regalo ecc..

COME VENGONO SCELTE E COME VENGONO GESTITE LE RAGAZZE?

Su questo aspetto molto si è detto e tanto si è scritto. Sembrerà paradossale ma le operaie del sesso, specie per chi come in questo caso lavora in un locale, se  arrivate regolarmente  in Italia (i casi immigrazione clandestina sono i più frequenti associati allo sfruttamento e all’induzione della prostituzione) hanno dei contratti con il loro datore di lavoro che si basa su un fisso e su provvigioni ovvero sulle consumazioni della serata.

IL PROTETTORE (MAGNACCIA CHI È)?

È una figura che si incrocia molto più spesso tra le ragazze che lavorano sulla strada ma che comunque in regione non supera il 5 -10 % dei casi complessivi, anche perché nel caso specifico le ragazze vengono ‘prese’ direttamente dai gestori dei locali che di recano nei loro paesi d’origine appoggiandosi sulle delle agenzie ad hoc.

A CHI VANNO I SOLDI QUANDO LA CONSUMAZIONE ESCE FUORI DAL LOCALE?

Molte volte per incrementare i guadagni le ragazze si concedono delle uscite col cliente. Come detto in precedenza in queste occasioni i prezzi lievitano alle stelle arrivando anche a 800 euro a notte. Teoricamente la ragazza dovrebbe rimanere nel locale fino al termine dell’orario lavorativo che più o meno si aggira intorno alle 5 del mattino ma, quasi sempre l’orario della “consumazione completa” arriva prima. Cosa si fa? Semplicemente si fa un prezzo forfetario col gestore del locale il quale stabilisce un prezzo alle ore che mancano per la chiusura del locale. Di solito non si scende mai sotto le 200 euro. Una volta messi i piedi fuori dal locale la ragazza incasserà tutto il ricavato della serata senza nulla dare al proprietario del locale. In pratica fuori dal locale le ragazze diventano imprenditrici di se stesse.

DA CHI VENGONO GESTITI I NIGHT CLUB?

Come scritto nell’apertura di questa inchiesta il 90% dei  locali viene gestito da persone del luogo o comunque proveniente da paesi dell’entroterra molisano. In diversi casi molti ex gestori di locali chiusi in retate precedenti si sono uniti per coprire sforzi e impegni economici. A star a sentire loro anche in questo settore la crisi si è fatta sentire e continua a farsi sentire. L’unico locale gestito da personale extraregionale  è l’ex Divina dove, appunto la gestione è tutta ad appannaggio di imprenditori  provenienti dalla vicina Puglia. La particolarità del Divina risiede nel fatto che prima dell’acquisizione da parte dei “pugliesi” il locale era sì un luogo di svago e divertimento (una discoteca) ma non un club a luci rosse.

Chiuso per debiti regressi causati evidentemente da una mala gestione sembra, che gli attuali proprietari abbiano acquistato tutto il pacchetto ovvero locale e debiti trasformandolo in un locale notturno utilizzando di volta in volta uno degli ex gestori per le public relation e gestore ufficioso dello stesso. Un modo come un altro per sdebitarsi.

CONCLUSIONI

Concludiamo con una riflessione di carattere generale: il 90% di queste ragazze non vuole fare il mestiere più antico del mondo lavorando la notte ma, attratte dal danaro di gente facoltosa,  la quale comanda il mercato , rimangono prede di se stesse entrando in un circolo vizioso da cui è quasi impossibile uscire. Costrette ad andare a letto con gente di 70 anni per continuare a campare a mangiare. Molta gente, clienti, è finita nel baratro per questo giro vizioso.  Ma sulla nostra strada abbiamo incontrato anche donne con una storia e un vissuto importante e difficile, di riscatto sociale oltre a delle vere è proprie spregiudicate imprenditrici del sesso.

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