Molise: Brainstorming di un fallimento.

“Paolo (Frattura) se continui a scimmiottare Augusto (Massa), Iorio continuerà a governare per altri 100 anni”. Ore 11.50 di venerdì 29 Giugno. Paolo Frattura ha appena preso la parola ed è in procinto di replicare all’intervento dell’assessore Vitagliano nel convegno organizzato da “Il Bene Comune” presso la Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso. Ma l’assessore, allergico alle critiche, si inventa uno show degno di una sceneggiata napoletana alza i tacchi, borbotta, sbraita con tutti e se ne va. Lo sviluppo ecosostenibile si trasforma nella fuga da un fallimento appena dichiarato.

di Alessandro Corroppoli

iorio_e_vitagliano_al_governo_da_11_anniDoveva essere la mattina dei confronti e delle discussioni ecosostenibili per lo sviluppo prossimo della regione Molise ed invece il convegno promosso da Antonio Ruggeri si è trasformato nell’ennesimo show dell’assessore Gianfranco Vitagliano il quale, molto probabilmente, non rendendosi conto del contesto e del tema trattato compie l’ennesimo outing della propria co-gestione amministrativa degli ultimi dieci anni.

Dopo la relazione introduttiva di Gino Massullo la parola viene data all’ingegnere di Pietrabbondante. Tutti i presenti in sala, pochi a dire il vero, si aspettano sì analisi ma soprattutto proposte da parte di  chi conosce bene le maglie e gli intrecci della società e del territorio molisano. Ed invece nulla di ciò e il brainstorming sulle condizioni di una piccola regione insidiata si trasforma nel brainstorming di una piccola regione affondata.

“ Io ho sollevato una serie di problematiche all’interno della coalizione a cui appartengo e in seno alla Governo regionale di cui faccio parte ed invece, la stampa e l’opinione pubblica si occupa e parla se Vitagliano è contro Iorio e viceversa “. Comincia così  l’intervento contributo del compagno Gianfry di ieri mattina e non ha tutti i torti. In fondo una persona che fa outing va sempre ascoltata e compresa.

Ma il suo intervento, sempre molto articolato e corposo, non si discosta di un millimetro da tutte le sue ultime uscite pubbliche: un’analisi lucida, attenta e ben indirizzata alla gestione amministrativa degli ultimi dieci anni. Un j’accuse alla politica politicante, un puntare il dito verso metodi e sistemi della redistribuzione delle risorse, un atto di autocritica e una confessione di colpevolezza.

Insomma il buon Gianfry illumina gli ospiti per oltre 20 minuti su tutte le malefatte gestionali regionali prendendo come capi espiratori tre settori: agroalimentare sanità e trasporti i quali messi assieme fanno quasi l’84% del bilancio regionale. Parla di problemi preesistenti come problemi insormontabili e di conseguenza da assecondare, svela  tanti piccoli aneddoti famigliari  come quello ultimo in cui sua madre ha lottato per il mantenimento, a Pietrabbondante, sia dell’istituto scolastico sia del convento delle suore.  Il tutto senza, però,  mai ammettere direttamente che egli stesso è parte attiva della malefatta in questione.

Al termine dell’intervento tutti i presenti son convinti che a parlare fosse stato un uomo dell’opposizione tanto che qualcuno degli intervenuti in sala ironicamente glielo fa notare: “ Assessore ma è passato all’opposizione!?!”. Ovviamente la risposta non si fa attendere: “ Come al solito non avete un cavolo”.  È Il francesismo diventa un bene comune ma soprattutto è il preludio al Gianfry Show.

Viene chiamato a dare il proprio contributo Paolo Frattura il quale così esordisce: “Assessore sono d’accordo con lei al 95% però…” Ma l’ex capo di Unioncamere non riesce a terminare la frase che il compagno di merende Gianfry lo interrompe bruscamente: “ Io vado via. Paolo so già così dici: le stesse cose che dici in Consiglio Regionale. Io vado via”.

Frattura cerca di farlo tornare sui suoi passi: “ Assessore ma lei deve avere anche la pazienza di sentire critiche e avere la capacità del dialogo. La prego rimanga”. Nulla da fare. L’assessore illuminato sulla via della Piana dei Mulini non fa un solo passo indietro anzi stuzzicato anche da Augusto Massa alza i tacchi e i pantaloni, si aggiusta la cravatta va a stringere la mano all’ex sindaco di Campobasso, rincara la dose e lancia il suo amen papale:” “Paolo  se continui a scimmiottare Augusto, Iorio continuerà a governare per altri 100 anni”.

Che Gianfranco Vitagliano fosse insofferente, come lui stesso ha testimoniato, per via della diatriba con il suo mentore (Iorio) era cosa risaputa ma, la violenza e l’irruenza verbale che lo hanno dapprima fatto deragliare rispetto alla tematica del convegno e subito dopo inveire contro Frattura non son degne dell’Istituzione che rappresenta: nessuna proposta e nessun rispetto verso i suoi interlocutori, organizzatori e pubblico presente.

Nervoso all’inverosimile forse, ipotizziamo, per due motivi. Il primo è la prova di forza che darà Michele Iorio martedì nella Piana dei Mulini. L’inattendibile governatore radunerà i suoi uomini tra le colline matesine e magari, come un Bossi d’annata, prima annuncerà di avercelo duro  poi berrà dall’ampolla  le acque del Biferno ed infine annuncerà l’ennesima sua candidatura (?) nel segno del rinnovamento per le prossime consultazioni regionali del 2013 (secondo motivo). Eh sì perché quasi sicuramente in Molise si tornerà, manca solo l’ufficialità ormai, a votare nel prossimo anno. Ed è questo forse il fatto che più ha sconvolto l’assessore alla programmazione. Infatti egli puntava al prossimo autunno come limite massimo per il rinnovo del consiglio regionale in modo da mettere fuori gioco l’attuale governatore. Come?

Costruendo un movimento trasversale di amministratori locali a lui vicino e di quei tanti big della politica molisana che negli ultimi tempi hanno mostrato tanta sofferenza nei confronti del Presidente Iorio. Oggi  tutto questo sembra non più realizzabile perché i tempi si allungherebbero di diversi mesi. Il tempo necessario per far tessere nuovamente la tela al ragno Iorio.

Dopo giorni di botta e risposta e di  sketch alla Tom&Jerry Iorio e Vitagliano sembrano essere arrivati al capolinea della loro avventura politica. Dieci anni in cui hanno riso solo loro. Dieci anni in cui tanto è stato detto e poco è stato fatto. Dieci anni di regno comunque sono finiti e la fuga di Vitagliano di ieri mattina ne è la testimonianza più palese.

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