Isernia laboratorio politico

Il vero grande problema del centrosinistra molisano è quello di non voler capire che le case vanno  costruite partendo dalle fondamenta e non dal tetto. Ci ha provato lo scorso ottobre con Paolo Frattura alle consultazioni regionali e ci ha provato  nelle amministrative dello scorso maggio ad Isernia con Ugo De Vivo. Risultato? È crollato il tetto e l’edificio della svolta deve essere ancora progettato.

di Alessandro Corroppoli

ISERNIA_LAboratorio_politicoIn principio quell’indomito di Roberto Ruta, che incurante delle sberle elettorali a mano aperta ricevute dagli elettori, ebbe la geniale idea di creare un gruppo di lavoro tecnico, suddiviso per settori, e lanciare la sua Alternativ. Nelle intenzioni del suo fondatore Alternativ@ doveva essere un supporto tecnico e programmatico alla nascente coalizione di centrosinistra e nulla più. Ma smentendo se stesso Robertino fa del suo gruppo di lavoro un movimento politico, crea una lista elettorale (elegge un consigliere regionale, Felice Di Donato) spacca il Partito Democratico e ne riduce i consensi. A distanza di qualche mese lo stesso, lo scorso inverno, fa rientro nella democratica casa madre con il ruolo di Presidente per la gioia di tutti.

Oggi, fallita l’Altrenatv@, cerca una nuova via per poter quantomeno, prima che l’età glielo impedisca in maniera inesorabile, governare un’ ente. Il laboratorio in cui si sta sperimentando questa nuova “fragranza rossa” è Isernia.

Ieri sera nelle vie del capoluogo pentro è andata in scena la manifestazione per la democrazia del centrosinistra locale perché, a loro dire, le dimissioni dei 17 consiglieri del centrodestra (la maggioranza reale venuta fuori dalle urne lo scorso 6/7 maggio) sono stati solo un cruccio contro il Sindaco Ugo De Vivo reo di non aver composto una Giunta tecnica ma solo politica. Tutto ciò da Leva e amici viene considerato  un atto anti- democratico, un non rispetto della volontà popolare e, pompando sulle corde della emotività del momento si annunciano ricorsi al Tar e coalizioni più ampie e forti.

Tralasciando quelli che saranno gli eventuali risvolti giuridici della faccenda concentriamoci su quelli più strettamente politici. Cosa vuol dire l’annuncio del ritrovato duo delle felicità altrui (Ruta- Leva): alle prossime consultazioni saremmo più forti e con una coalizione più ampia?

Semplice, molto semplice. Il centrosinistra così come lo conosciamo non potrà mai minimamente pensare di capovolgere gli attuali equilibri di forza ed allora ecco che da Isernia sotto le urla ignare dei manifestanti il buon Robertino , coadiuvato ovviamente anche da Leva, è tornato a lavorare e a tessere la tele delle alleanze e/o degli inciuci.  

Alleanze e strategie che in questa regione, il Molise, per quanto concerne il Partito Democratico  e di conseguenza l’intero centrosinistra vengono disegnate elaborate e attuate dall’Onorevole Giuseppe Fioroni. Il parlamentare in questione è uno di quegli uomini che spinge affinché il Partito Democratico si allei, per le politiche del 2013, con il cosiddetto Terzo Polo ovverosia Api,Udc e Fli. Questa mission impossibol in Molise è solo allo stato iniziale. Se per i tre tesserati molisani dell’Api non vi sono problemi e per l’Udc è quasi impossibile ogni accordo il vero allargamento, lo sconfinamento lo si avrà “a Fli “della coalizione.

Il vero grande problema del centrodestra isernino alle passate amministrative di maggio è stata la spaccatura politica avuta con il movimento del Presidente della Camera Gianfranco Fini. Raffaele Mauro, suo solidale locale, ha infatti ottenuto la percentuale e i voti necessari per far sì che il candidato sindaco del Pdl, Rosa Iorio, andasse al ballottaggio, poi perso, con Ugo De Vivo candidato di una parte del centrosinistra (l’altra appoggiava, il gruppo isernino di Massimo Romano – Costruire Democrazia, l’avvocato Ennio Mazzocco). Ora cosa succede?

Le trattative sono in corso da tempo. Tempo addietro avevamo rivelato che il professor Ruta era al lavoro per aggregare e costruire con transfughi del e dal centrodestra una nuova formazione di centro che potesse garantire al candidato Frattura anche i voti moderati. Voti moderati che dovrebbero essere assicurati anche da Fli. Ed ecco allora che si vanno a spiegare anche le scelte in seno al gruppo dirigente del Partito Democratico di questi giorni.

È cosa nota che il Pd abbondi di dirigenti e annaspi in consensi e così per non smentirsi anche in Molise il segretario Danilo Leva si avvallerà di tre vicesegretari. Uno di questi sarà sicuramente Massimiliano Scarabeo da Venafro. Più che un cavallo di ritorno potremmo definirlo, ci perdonerà la metafora, un cane da riporto dove l’osso, nella fattispecie, è l’alleanza con il Fli di Raffaele Mauro. Alleanza che sembra già a buon a punto per due ordini di idee.

La prima è relativa alla presa di posizione di Nicola Cesare, imprenditore a capo della Digis e presidente del Termoli Calcio. L’imprenditore pentro diventato uno dei massimi esponenti locali di Fli se ne allontana in virtù di due fatti che hanno lo stesso comun denominatore: Gianfranco Vitagliano. Il capo della Digis era l’uomo forte nel movimento di Fini dell’assessore alla programmazione regionale il quale assessore a sua volta,  ha cercato agli inizi dello scorso mese di maggio aperture romane per un suo eventuale ingresso nei futuristi finiani. La cosa non è avvenuta perché lo stesso, checché se ne dica,  è molto avverso alla maggioranza di centrosinistra. Centrosinistra che cerca  sì un’intesa  con gli ex An, stando ai rumurs siamo ai dettagli, ma non vuole avere niente a che fare con il compagno Gianfry. Ed ecco allora che Nicola Cesare mette da parte tutte le sue velleità politiche a Isernia lasciando terreno fertile allo Scarabeo d’annata per l’alleanza futura con Raffaele Mauro.

La seconda è relativa alle stesse dichiarazioni del Vitagliano il quale, ammette sì che lo iorismo è defunto ma allo stesso tempo dichiara di volere rimanere nella Pdl. Ed è in quest’ottica che il trio Annibale Ciarniello, Agostino De Fenza  e Timoteo Fabrizio da Termoli (consiglieri comunali molto vicini a Vitagliano) tentennano sul da farsi: riflettono se lasciare il Pdl o entrare in Fli così come loro stessi in più di qualche occasione hanno lasciato intendere.

A completare il quadro ci sono i movimenti romani delle alte sfere della coalizione d’opposizione i quali, non smentiscono le manovre in corso. Ed allora ieri sera ad Isernia si sarà anche manifestato per la democrazia ma i manifestanti sanno per quale democrazia hanno manifestato?

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