Freedom Flotilla: intervista con Germano Monti

13 Giugno 2012, a largo della striscia di Gaza, una nave da guerra israeliana attacca la barca Oliva a bordo della quale si trova anche  la giovane volontaria italiana Rosa Schianoche che insieme ad altri volontari internazionali continua il lavoro iniziato da Vittorio Arrigoni. Roma,15 Giugno 2012 alle17.30, presso i Magazzini Popolari Casalbertone in Via Baldassarre Orero n. 61 associazioni, comitati, forze politiche si riuniscono per contribuire a costruire insieme il viaggio della Estelle la nuova nave della Freedom Flotilla.

di Alessandro Corroppoli

germano_montiÈ solo di qualche giorno fa l’ennesimo ingiustificato attacco di parte israeliana nei confronti dei pacifisti e volontari internazionali che si battono contro l’occupazione del territorio Palestinese e l’embargo che  il suo popolo subisce. In Europa per far fronte a questa drammatica situazione il Coordinamento Freedom Flotilla, anche in virtù degli ultimi fermi marittimi da parte delle autorità greche per volontà del governo di Israele, ha deciso di cambiare strategia ovverosia passare da un’operazione temeraria e quasi in sordina ad una più partecipata e comunicativa cercando di far convergere su di se l’attenzione dei media e sui contenuti che  questa nuova iniziativa porta con se: l’ingiustizia e l’oppressione di cui sono vittime non solo i Palestinesi ma tutti i popoli arabi che lottano per liberarsi da dittature e colonialismi.

“La Estelle è un veliero acquistato dagli attivisti svedesi di Ship to Gaza e messo a disposizione di tutte le altre campagne nazionali, che hanno la stessa natura e obiettivi politici: uno strumento di raccordo dei movimenti di base che hanno finora sostenuto la battaglia del popolo palestinese, che si prefigge di utilizzare la visibilità mediatica e la collaborazione internazionale acquisite nel corso delle flotille precedenti. Il passaggio della Estelle dai porti italiani rappresenterà un momento importante, in cui tutte le tematiche che riguardano la Palestina potranno essere esposte direttamente da chi ci ha lavorato, portando la propria esperienza e capacità di costruire iniziative: dalla campagna BDS al sostegno ai prigionieri politici,  fino ai movimenti contro la guerra, per i diritti dei lavoratori e dei cittadini, contro le devastazioni ambientali mascherate da grandi opere”.

Così si legge nel comunicato della Freedom Flotilla Italia che annuncia l’iniziativa. Noi de L’Infiltrato.it abbiamo parlato dell’iniziativa ma anche dell’attuale situazione nei territori occupati con Germano Monti del Coordinamento Italiano della Freedom Flotilla.

Se bisogna stare a ciò che i maggiori organi d’informazione propagano nella striscia di Gaza regna la tranquillità ma ipotizziamo che non sia proprio così. Monti allo stato attuale che situazione regna nei territori occupati?

Vero, si parla della Palestina e dei palestinesi solo quando quest’ultimi reagiscono con la violenza dei poveri ai quotidiani atti di repressione israeliani. La situazione nella striscia di Gaza è la stessa di un mese fa ma anche di tre o di quattro anni fa. C’è un popolo di 1milione e seicentomila abitanti che vive ogni giorno non solo la repressione fisica ma anche psicologica legata ad un embargo che non permette agli stessi di potersi alimentare con regolarità. Un embargo che proviene sia da Israele ma anche dall’Egitto da quello stesso Paese osannato da tutti per la sua Rivoluzione. Posso affermare che pressoché nulla è cambiato.

Passiamo a parlare della vostra ultima iniziativa: Estelle. È un cambio di rotta rispetto alle vostre ultime navi solidali o mi sbaglio?

Il cambio di rotta come lo ha definito Lei è evidente se per rotta intendiamo l’approccio che abbiamo tenuto verso il coinvolgimento e la partecipazione della cittadinanza. L’obiettivo è sempre quello di raggiungere Gaza per portare solidarietà ed aiuti ma questa volta volevamo farlo con i fari puntati addosso, mi spiego. Estella è un veliero, un’imbarcazione acquistata  dagli attivisti scandinavi, svedesi nella fattispecie, di Ship to Gaza. La nave prima di arrivare a Gaza farò scalo nei porti più importanti d’Europa con l’intento di sensibilizzare alla causa palestinese non solo il semplice cittadino ma anche le istituzioni del luogo.

Come?

Ad ogni scalo, in ogni porto in cui Etella attraccherà ci saranno gli attivisti che organizzeranno dibattiti e/o convegni cercando di coinvolgere le istituzioni e le forze politiche del posto oltre a tutti quei settori della società civile  che intendo appoggiare la causa.

Come si finanzia la spedizione? 

Ci autofinanziamo in sostanza. Non abbiamo l’aiuto economico di nessun ente, cosa di cui andiamo anche orgogliosi, ma siamo ben consci che i costi e le spese  son sempre alti. Ecco allora che abbiamo aperto un conto bancario dove chiunque volontariamente può decidere di darci una mano (5000 1000 65881 di Banca Prossima S.p.A. intestato a “Associazione Dima” – IBAN: IT83 Q033 5901 6001 0000 0065 881). Ringrazio sin d’ora tutti coloro che vorranno contribuire  anche solo con pochi euro.

Farà tappa anche in Italia Estella?

Certamente. I porti in cui attraccherà saranno due. Uno al nord, La Spezia, ed uno al Sud, Napoli. In entrambe le città sono già  attivi i nostri referenti per raccogliere fondi e alimenti ma, i due enti municipali sono stati già avvertiti del passaggio di Estella e chiediamo anche a loro, di conseguenza, un contributo fattivo a favore del popolo palestinese.

Un contributo fattivo dagli enti italiani. Ecco Monti l’Italia come si sta comportando?

Dal nostro Paese ci si aspetta sempre quel qualcosa in più che però mai arriva. L’Italia è come al solito incoerente e distratta nel conflitto Israele –palestinese. I nostri governanti non si rendono conto che in quel fazzoletto di terra si sta giocando una partita a caratteri mondiali. Oggi le ripercussioni non arrivano solo da Israele ma vengo anche da quei paesi del Mediterraneo come la Tunisia e la Siria che con il loro atteggiamento, in barba anche alle ultime rivoluzioni arabe, stanno letteralmente cambiando lo stile di vita  e l’aspetto del paese. Se il nostro Governo riuscirà a vedere anche aldilà  di quelle poche migliaia di miglia marine che ci separano da Gaza gli effetti delle ripercussioni e dell’embargo potrebbero essere attutiti se non addirittura eliminati. Ma ad oggi così non è.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.