CITTÀ DISTRUTTE/ Sei biografie infedeli di Davide Orecchi

Non sono uno che crede nei detti ma questa volta debbo smentire me stesso è ricredermi: è il libro che sceglie il lettore e non viceversa! ‘Città Distrutte. Sei biografie infedeli’ per le Edizioni Gaffi, è un volume di 6 racconti, sei biografie frutto dell’immaginazione seppur ispirate  a fatti reali, scritto da Davide Orecchio il quale al suo esordio letterario ottiene un successo straordinario: il libro è già vintore della  XXXVIII°  Edizione del Premio Letterario Internazionale Mondello ed ora in lizza per la vittoria finale del Premio Letterario ‘SuperMondello’ promosso dalla Fondazione Sicilia in partneship con il Salone Internazionale del libro. Ma cosa ha di speciale questo libro di racconti? Perchè ha scelto me?

de Il Ramingo

copertina_mondelloUno dei racconti riguarda molto da vicino la recente storia del movimento operaio molisano e in particolare del suo più illustre rappresentate sindacale, Nicola Crapsi di Santa Croce di Magliano. L’autore ripercorre tutta la vita pubblica del mai dimenticato sindacalista della Cgil utilizzando fonti edite, materiali d’archivio, fatti documentati ma, come si può leggere nella nota introduttiva,’ fino a un certo limite preciso, varcato il quale il lettore è testimone di un tradimento: la ricostruzione saggistica cede il passo all’invenzione ‘. Ed è così anche per il molisano Crapsi dove parallellamente alla fedele ricostruzione della vita pubblica ve ne è una privata totalmente fantasiosa in cui ‘i sogni e gli incubi, è priva di fonti. Come al solito è nuda.’

La vita di Eschilo Licursi, ovvero l’idendità assunta da Crapsi durante il ventennio fascista, viene narrata in ogni suo più piccolo dettaglio in maniera semplice facile quasi elementare ma che elementare non è. Vengono ricordati e citati anedotti che hanno fatto storia come lo sciopero al rovscio del 1920: va con i compagni disoccupati a mietere grano maturo in appezzamento di terra. Distribuisce il raccolto ai più bisognosi ma viene arrestato dallea polizia fascista. Uscito di prigione rientra nel paese natale dove l’attende una folla immensa  che dodici mesi dopo lo elegge Sindaco. O come quando nel ’33, forse per ‘entrismo’, chiede una tessera fascista ma nel ’34 (informa la prefettura di Teramo) ‘conserva ancora idee sovversive’.

Il raccotno si suddivide in quattro capitoli che tra realtà e fantasia ci fanno conoscere un Nicola Crapsi inedito che viene reso attuale dalla scrittura  fresca e innotiva di Orecchio.

Appunto Davide Orecchio. Perchè lo scrittore romano ha inserito la biografia del Compagno Crapsi nel suo volume ‘Città Distrutte’? Cosa c’entra Crapsi con le città distrutte di Orecchio? All’apparenza nulla ma solo all’apparenza. Era il Primo maggio 2003 quando Davide Orecchio si trovò per caso nel paese natale di Nicola, Santa Croce di Magliano la culla rossa del Basso Molise. Rimase folgorato dalla bellezza di quel corteo: contadini, operai dello zuccherificio, pensionati, emigranti e disocuppati preceduti dalla banda musicale.  Ma ciò che veramente lo affascinò fu la vista di due giovanotti in testa al corteo che reggevano un quadro, il Quadro della venerazione operaia. Ed è qui che Orecchio, come racconta egli stesso in uno dei suoi articoli, si chiese: ma cosa succede, è una manifestazione o una cerimonia religiosa? Santa Croce di Magliano, così come il resto del Molise, era reduce dall’evento sismico del 2002. Terremoto che uccise 27 persone nella vicina San Giuliano di Puglia e che proprio in quell’occasione venne raggiunta e omeggiata dal corteo ‘rosso’.

Ed è proprio quella la sensazione che si percepisce andando il Primo maggio a Santa Croce di Magliano: ritrovarsi a metà tra una manifestazione di piazza e una cerimonia religiosa, tra sacro e profano. La fede e l’operaismo che vengono sintetizzati e rappresentati nella figura del loro cittadino più illustre: l’uomo che dedicò l’intera sua esistenza ad aiutare i più deboli.

“Città Distrutte. Sei biografie infedeli” di Davide Orecchio potrebbe essere il vincitore del Super Premio Mondello le cui votazioni sono terminate ieri, sabato 15 settembre. Votazioni a cui ha partecipato per la prima volta come giurata anche una libreria tutta molisana, Il Ponte di Termoli.

Un libro scritto con il cuore e con la passione e che lotta con questi sentimenti nobili per la conquista del premio finale. Lotta a cui non si sottrae, ancora una volta, Nicola Craspi il cui contributo, ancora una volta, potrebbe essere decisivo.

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