Alluvione mia quanto mi piaci … faccio il bis!

Che Michele Iorio, e la sua cloaca di sanguisughe, sia il pantano da cui uscire per dare un futuro al Molise è ormai cosa risaputa. Così come è risaputo che l’attuale classe politica è del tutto inadeguata per progettare un futuro a lunga gettata. Conscio di ciò il governatore negli anni passati ha totalmente monopolizzato, con l’avvallo supino della sua Giunta regionale, le scelte in materia di investimenti e finanziamenti  industriali ma anche in aiuti alquanto anomali. Lo scorso 3 marzo, per non farsi mancare nulla sulla propria scrivania,  la procura di Campobasso chiude le indagini a suo carico in relazione alla calamità del 31 ottobre 2002 accusandolo di abuso d’ufficio, indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato, concorso formale per reato reiterato. All’epoca commissario delegato, avrebbe esteso abusivamente l’area del cratere “non avendone la competenza, né la legittimazione”.

di Alessandro Corroppoli

alluvione_molise_2003Ovviamente l’allargamento dell’area del cratere non fu la sola “genialata” a fini elettoralistici del Governatore (solo 14 i comuni realmente colpiti dal sisma del 2002) ma la estese anche all’altro evento calamitoso, meno nobile, che colpì il territorio molisano. Stiamo parlando dell’alluvione del gennaio 2003.

Nella fattispecie ad essere danneggiati dalle abbondanti piogge e dalle esondazioni del Biferno furono fattivamente e realmente 4 soli comuni ma, ovviamente, Michele Iorio per non fare diversità di emergenza decise che alluvione e terremoto uguali sono. Ed è così che preso dal raptus della bontà decise di allargare l’area dell’alluvione a tutti i comuni della regione.

Il 24 marzo del 2003 con l’ordinanza n. 3268 del Presidente del consiglio dei ministri era stata prevista l’erogazione di un contributo fino a un massimo di 30 mila euro a titolo di acconto. Contributo a favore di attività industriali, commerciali, produttive, agroindustriali ecc… che avessero patito ingenti danni a seguito degli eventi meteorologici.

Il contributo fu versato in due trance. Il primo fu inviato alle aziende del settore artigianato, industria e commercio. A ciascuno di loro fu dato 15 mila euro. (le richieste di aiuto economico furono 139). La seconda – decreto del Presidente della regione Molise nonché Commissario Delegato n. 152 del 18 luglio 2006 – trance fu liquidata nel 2006 ben tre anni dopo. A usufruirne furono 28 aziende extra agricole che avevano dichiarato un danno pari e/o superiore a 50 milioni di euro. La somma elargita fu di 862.013,13 euro.

Le due “finanziarie” avevano come comun denominatore il fatto che in nessun dei due si fossero effettuati i sopralluoghi per la verifica effettiva dei danni e aperta un’ istruttoria che ne certificasse i danni. I contributi sono stati elargiti solo in base alle perizia presentata dal richiedente.

Ma ciò su cui oggi andremo a porre la nostra lente d’ingrandimento è il capitolo che riguarda gli interventi per i settori in grave crisi finanziaria.

Il 15 luglio del 2003 Michele Iorio in qualità di Presidente della regione e di Commissario delegato con il decreto n.25 impegnava la FinMolise SpA ad erogare la somma di un milione di euro, a tasso agevolato con durata massima di 5 anni, in favore di tutte le associazioni riconosciute di produttori ortofrutticoli e delle cooperative di lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, facendo gravare la spesa sui fondi stanziati per gli eventi meteorologici del 23, 24 e 25 gennaio 2003.

Ma la furbata era dietro l’angolo. A distanza di un anno e  5 mesi la Giunta regionale con la delibera n. 1598 del 2004 trasformava e ribaltava la situazione di tasso agevolato in prestito a fondo perduto e  l’anticipazione delle risorse regionali in  “intervento straordinario  in favore delle attività produttive del settore agroalimentare che si trovavano in grave crisi finanziaria”. Nessun prestito quindi ma solo regali a pioggia.

Ma ciò che più fa scalpore è altro. Oltre, come prassi purtroppo, a non effettuare nessun controllo e sopraluogo presso le ditte richiedenti aiuto, le cooperative che avevano fruito prima dell’anticipazione a tasso agevolato poi convertito a prestito a fondo perduto ora ricevono altri incentivi sotto la voce “Interventi straordinari”.  Ad usufruirne però furono anche singole aziende creando il dubbio che in qualche occasione gli stessi titolari abbiano usufruito ben due volte del contributo una prima titolari delle proprie aziende agricole e una seconda come componenti delle  società (cooperative o simili) che gestiscono le loro stesse aziende.

Illuminanti a tal proposito sono i  seguenti provvedimenti:

1) Determina dirigenziale  n. 1093 del 1 ottobre 2003 + delibera di giunta n. 1 del 5 gennaio 2004. Qui in un primo momento si vanno ad erogare, tramite la FinMolise, a tasso agevolato 300 mila euro alla Cantina Cooperativa Valbiferno e successivamente di prestare un altro milione di euro, sempre alle medesime condizioni.

2) Determina dirigenziale n. 966 del 22 settembre 2003 + delibera di giunta n. 1 del 5 gennaio 2004 a cui si aggiunge il decreto del Presidente della Giunta ovvero, il n. 265 del dicembre 2004. Cosa succede? Semplice. Ad usufruirne  con le medesime modalità e somme della Cantina Valbiferno è il “Consorzio Asso. Pro” a cui però, con il decreto del presidenziale, al prestito si aggiunge il fondo/contributo “ Grave crisi finanziaria” dal valore di 1.064.667,44 euro.

3) Infine tramite il Decreto del Presidente della giunta regionale n. 264 del dicembre 2004, dopo aver usufruito contributi attraverso la determina dirigenziale  n. 1614 del 5 dicembre  2003, alla Coteb scarl viene riconosciuto lo stato di “Grave crisi finanziaria” e le vengono erogati  una somma pari ad euro 425.408,09.

La domanda è: come mai nessuno si sia mai interessato della probabile possibilità che più di qualche azienda o titolare d’azienda  abbia usufruito per ben due volte dello stesso contributo? Perché all’epoca dei fatti nessun sopraluogo  di verifica danni è stato compiuto ma ci si è fidati solo della buona parola e perizia del danneggiato?

Oggi, a distanza di 9 anni, i dubbi rimangono tutti.

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