Torni a studiare, ministro Fornero!

Pare che fosse la prima della classe, quella che passava i compiti a tutti i compagni; ma Elsa Fornero deve essere stata assente, quando spiegavano l’articolo 4 della Costituzione, quello che parla di lavoro.

di Marcella Stumpo

fornero_torna_a_studiareLa sua ultima esternazione di maestrina spocchiosa è  di quelle da manuale : il lavoro non è un diritto. Certo, di questi tempi potremmo passare ore a cercare di definire cosa è oggi il lavoro, e divertirci con il dizionario : utopia, sogno, araba fenice? Primula rossa, leggenda, mito, archetipo?

Ma sicuramente è ancora un DIRITTO, con buona pace della nostra signora dalle lacrime facili e dall’arroganza siderale. E certamente il compito di un ministro del lavoro è quello di facilitarne la possibilità, garantirne l’accesso e le condizioni di equità,  assicurare il rispetto delle leggi che lo tutelano (mai sentito parlare di Statuto dei Lavoratori, Ministro? E dei tanti che morirono per ottenerlo?)

Per cosa crederà di trovarsi al governo, la signora Fornero? Per dare alle imprese la libertà di licenziare? Le avranno spiegato che il problema in Italia è trovarlo, il lavoro, e non perderlo? Qualcuno, tra i tanti banchieri e professori di università rigorosamente privata che siedono con lei sui banchi del governo, le avrà detto che tanti imprenditori si sono uccisi anche per la disperazione di dover licenziare operai il cui DIRITTO al lavoro sentivano sulla propria pelle? Riuscirà mai a capire che si trova nel governo di  un paese che la Costituzione stabilisce fondato proprio su quello che per lei NON è un diritto?

Tanto per divertirci, vogliamo provare invece a pensare che cosa per noi cittadini NON è un diritto, ministro?

NON è un diritto continuare a togliere fondi e posti di lavoro alla scuola e all’università pubbliche, dando contemporaneamente finanziamenti (proibiti dalla Costituzione) alle private;

NON è un diritto chiudere gli ospedali, i tribunali, gli uffici postali;

NON è un diritto consentire che Moretti minacci di eliminare i treni dei pendolari, dopo aver cancellato quelli della notte e portato i lavoratori per mesi in cima alle torri della stazione di Milano, a protestare per i licenziamenti;

NON è un diritto non sapere quanti sono gli esodati, e prendersela con l’INPS quando rivela le cifre reali. E potrei continuare per ore.

A volte mi chiedo quali colpe, sicuramente nostre, perché sono  stati i voti di noi Italiani (mai il mio, ma questo cambia poco) a portarci in questo baratro, dobbiamo scontare, se oltre al continuo senso di avvilimento, di tristezza e di angoscia per il futuro dei figli ci tocca anche sopportare le inesorabili, periodiche frasi celebri dei tecnici al governo.

Non si potrebbe pregarli di contare fino a un milione prima di articolare suoni? Non sarebbe meglio un decoroso silenzio ? Dopotutto, devono salvare l’Italia, dovrebbero essere già troppo impegnati così, senza dichiarazioni improbabili e altrettanto regolari smentite.

E quindi, signora Fornero, mi dia retta: come tutti i comuni mortali, ogni tanto si chieda se sia  davvero il caso di parlare, e in alcuni casi ripassi i concetti fondamentali. Sa, noi italiani siamo ancora affezionati ai nostri diritti; alcuni, come il lavoro, sono proprio tatuati sul nostro cuore e nel nostro DNA: è ancora troppo vivo il ricordo di chi ha dato la vita per garantirceli. Per sempre, signor ministro; che le piaccia o no.

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