Quando controllore e controllato diventano amici… per legge

di Marcella Stumpo

In questo nostro stranissimo paese succedono cose che a volte inducono a pensare di trovarsi dentro “Alice nel paese delle meraviglie”. Avete presente lo Stregatto e i suoi nonsense ? e la festa di “non compleanno” di Bianconiglio ? Ecco, noi dobbiamo essere proprio lì, nel mondo alla rovescia che Carroll immaginò molti anni fa.

arpamoliseChe altro dovremmo pensare leggendo certe notizie, che ovviamente non trovano spazio sui media locali e nazionali, ma arrivano attraverso la rete (benedetta invenzione!) ? Grazie all’intreccio di conoscenze e di impegno civile che la rete consente, si può così apprendere, udite udite, che nel decreto legge n. 5 del 9 febbraio 2012, entrato in vigore il 10 febbraio, esiste un ineffabile art. 14, intitolato “ Semplificazione dei controlli sulle imprese” (e già a leggere il titolo un brivido scorre lungo la schiena, considerato il livello dei controlli in genere nella nostra regione Molise), che senza alcuna vergogna o pudore chiede di limitare al massimo i suddetti controlli al fine di “recare alle imprese il minor intralcio possibile”.

In altre parole, non disturbate il manovratore mentre lavora, e non fate perdere tempo a chi produce, anche se poi ci sono danni collaterali.  Ma la follia linguistica si spinge oltre, arrivando a suggerire di adeguarsi al principio di “ collaborazione amichevole con i soggetti controllati al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità”.

Giuro che quando ho ricevuto questa mail mi sono sentita divisa tra la rabbia furente di fronte ad una improntitudine così professionale, e l’ammirazione, da insegnante di lingue quale sono, davanti ad un uso distorto delle parole così efficace.

Ammetterete con me che  non  ci troviamo al cospetto di un dilettante : non è da tutti operare un miscuglio così velenoso di concetti, e privare il cittadino delle sacrosante tutele ambientali nascondendo l’operazione dietro parole fuorvianti e apparentemente innocue. Da dove sarà venuto in mente all’estensore dell’articolo il concetto di  “collaborazione amichevole” tra controllore e controllato ? Quale contorsione mentale si è prodotta per arrivare all’idea geniale che chi controlla non deve recare intralcio all’impresa controllata ?

Signori, chapeau! Siamo di fronte ad un’artista de linguaggio, e al rovesciamento completo della realtà : puro Carroll, appunto. Come faremo a spiegare a questo sconosciuto maestro della penna che chi controlla deve per la natura stessa del suo ruolo creare intralcio, guardare negli angoli bui, chiedere conto anche delle minuzie ?

Chi può dissipare le nebbie mentali che portano a credere che il rapporto tra controllore e controllato possa essere “amichevole”?

Certo, i controlli vanno fatti con correttezza, educazione e senza alcun intento vessatorio, ma è evidente che se l’ente di controllo (nella fattispecie,trattandosi di controlli ambientali, stiamo parlando dell’ARPA) è preposto dallo stato a garantire salute e sicurezza dei cittadini dovrà assicurare completezza, trasparenza e serietà delle procedure : tutti requisiti che non includono le pacche sulle spalle, l’andare a cena insieme, il non voler disturbare e tutte quelle altre manifestazioni che associamo ad un atteggiamento “amichevole”.

Forse chi ha redatto l’art. 14 ha dimenticato che i controlli ambientali obbligano l’ente che li effettua all’immediata segnalazione alle autorità giudiziaria di eventuali irregolarità,  e che la mancata segnalazione comporta conseguenze penali per l’ente, come confermato da una recente sentenza della Cassazione. E oggi ci vengono  a dire che l’ARPA deve collaborare amichevolmente con i soggetti controllati!

Fin qui abbiamo parlato dell’assurdità intrinseca e inquietante di questo articolo; ma scendiamo un po’ più nel concreto, e pensiamo a cosa comporterà a casa nostra l’applicazione,che senz’altro sarà zelante ed entusiastica, di questo ineffabile principio.

Nel Molise, e specie nel Basso Molise, dove da decenni si denuncia la coincidenza tra controllato e controllore (vedi Nucleo Industriale di Termoli), dove si chiude il laboratorio analisi ambientali di Termoli, dove si sversano fanghi tossici sui terreni agricoli, dove si muore per tumore più di quanto si dovrebbe, dove non si riesce ad avere in tempo utile informazioni sull’aria che respiriamo nemmeno in caso di emergenze , e via dicendo : cosa succederà da noi?  A Termoli e dintorni, a Venafro, dovunque ci siano situazioni a rischio, dovunque ci siano cittadini che lamentano mancanza d informazione e di trasparenza sui temi sanitari e ambientali : chi ci dirà più la verità, ora che la verità può essere “amica” , e non più verità vera?

E’ ora di fermare questa folle deriva liberista che vuol farci credere che lo sviluppo infinito sia possibile, che il profitto valga più del diritto e della vita umana; è ora di gridare alto e forte che prima viene l’essere umano, e poi vengono i soldi, le imprese, lo spread e tutte le altre disumane invenzioni che ci stanno uccidendo l’anima.

Ed è anche ora di far capire  a chi ci governa ( da vicino e da lontano) che semplificazione non significa banditismo e smantellamento delle tutele sociali e ambientali, così come libertà di licenziare non potrà mai significare crescita. I diritti e i controlli vanno allargati, non eliminati.

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