Etica e nuvole

di Marcella Stumpo

“Sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte” (Francesco Guccini, “Don Chisciotte”).
Riflettere insieme aiuta a sentirsi meno soli e a mettere a fuoco i problemi, ecco perché ho volentieri accettato di scrivere su questo blog insieme ad altri amici. Ed ecco il motivo del nome che ho voluto dare ai miei piccoli interventi.

etica_e_nuvole_blog_marcella_stumpoL’Etica (e la maiuscola non è un refuso ) è ciò che dovrebbe tornare nelle città dell’uomo, come recita il bel titolo del ciclo di incontri che il Melograno di Larino sta facendo partire in questi giorni, neve permettendo.

Le nuvole… tempestose come la vita, possono chiudere il nostro orizzonte, se ci rassegniamo a convivere con il loro grigiore, ma sono pur sempre in alto, e per guardarle dobbiamo alzare gli occhi, sollevandoli dal suolo e dall’orizzonte chiuso che spesso recinta la nostra quotidianità.

Si dice spesso ai giovani, per indurli ad essere realisti, “Non avere la testa tra le nuvole ! “. Ma avere la testa tra le nuvole mi è sempre sembrato un bel modo di vivere, rispetto all’altro, prosaico e soprattutto produttivo, che ci hanno messo davanti come obiettivo vincente. E una delle frasi più belle che ho letto dice che “ dietro le nuvole ci sono sempre mille soli”.

E allora andiamoli a cercare, questi mille soli, perché illuminino le nebbie del Molise, dove si progetta l’aeroporto a Cantalupo del Sannio e si pagano da quattro anni  indennità probabilmente laute a consigli d amministrazione che non amministrano un bel niente. ( A proposito, avete visto il video de Gli Intoccabili di La 7 sul Molise? L’intervista a Iorio, Colalillo e Di Grezia è assolutamente esilarante, degna del miglior Crozza o di Totò… se non si rischiasse di strozzarsi per la rabbia pensando allo sperpero di soldi pubblici e ai tanti grossi problemi del nostro territorio).

Le nuvole del Molise… sono così fitte che coprono ogni indegnità, meglio della coltre di neve che sta paralizzando tutta la regione. Ma almeno la neve prima o poi si scioglie, mentre queste nuvole asfissianti seppelliscono ogni speranza di rinascita.

Rifiuti tossici sparsi sui campi, acqua inquinata dai rubinetti di casa, morti per tumore superiori alle medie attese, inceneritori e impianti a biomasse che non si sa bene cosa brucino, infiltrazioni camorristiche e traffici di armi, elezioni dubbie con riconteggio di schede, ospedali declassati o chiusi, diritto all’assistenza negato…. Altrove basterebbe una sola delle voci di questo elenco per far scendere in piazza una città. Ma non qui.

Proviamo a guardare altrove, perché non tutta l’Italia è Molise, per fortuna.

Estate 2011, Parma : indignazione civica e manifestazioni giornaliere, con pentole e coperchi a fare da colonna sonora, come si usa in Sud America, per mandare via il sindaco corrotto e la sua giunta… tutti i giorni, senza violenza ma con forza, finchè ci riescono.

Autunno 2011 e  inverno 2012, Abruzzo : quasi tutti i giorni sul telegiornale regionale si può assistere alle manifestazioni spontanee dei cittadini di Avezzano, Sulmona, Lanciano, con i loro sindaci in testa, in difesa dei loro ospedali a rischio chiusura.

Gennaio 2012, Termoli : si sta decidendo il declassamento dell’ospedale di Termoli, che serve un bacino di utenza di 110.000 persone, e in estate molte di più, e i cittadini dormono sonni profondi. Qui regna la “ Pax Iorii “, pericolosa miscela soporifera che ottunde reattività e ingegni.

Cosa c’è nell’aria di questa regione che addormenta le coscienze, anestetizza i cervelli e stempera qualsivoglia indignazione, se non quella ostinata e testarda dei pochi sognatori come me ? Non lo so, me lo chiedo da sedici anni senza trovare risposte; ma so che non è un modo giusto di vivere. Non è giusto per gli adulti, che scelgono di andare avanti senza dignità; ed è criminale verso i più giovani, ai quali diamo un modello orribile di mondo e di convivenza “incivile” a cui uniformarsi.

Proviamo tutti insieme a guardare oltre le nuvole : chissà che non riusciamo a farle dissolvere.

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