Restiamo umani: per non dimenticare Vittorio Arrigoni

Oggi, 15 aprile 2012, ricorrerà l’anniversario della scomparsa di Vittorio Arrigoni, il giovane attivista per i diritti umani, sequestrato ed ucciso barbaramente a Gaza. Oltre alle sue lotte sociali ed umane per il ripristino della pace nell’infinito conflitto Israelo-Palestinese, Vittorio ci ha lasciato un documento della sua esperienza: Restiamo Umani, edito Manifestolibri, 2009 e tradotto in ben quattro lingue.

di Maria Cristina Giovannitti

vittorio_arrigoni«…Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia, che è la famiglia umana…» 

Entrare nel merito del conflitto arabo-ebraico sarebbe davvero complicato ed ostico.Una guerra territoriale, religiosa, culturale e di tornaconto, tante le sfaccettature e molte di più le vittime innocenti. La guerra cominciò nel 1943 ed vide la vittoria israeliana e l’estromissione dei palestinesi dalle loro terre. Nel 1987 si diede vita all’Intifada, la rivolta civile dei palestinesi che si opponevano al totalitarismo ed all’autorità d’Israele e nel 1993 si cercò un accordo con il trattato di Oslo, che fissava un tempo massimo di cinque anni per l’abbandono dell’occupazione israeliana nelle terre della Palestina. Perché questa guerra ancora continua? Ad oggi il trattato di Oslo viene ignorato. Gerusalemme, città d’interesse da entrambe le parti, è stata divisa in due zone: ad ovest la città per gli ebrei, ad est per gli arabi e circa 2 mila case palestinesi sono state abbattute, 400 solo nel 2008.

restiamo_umaniPoiché le vittime degli scontri non sono solo numeri, un’ottima lettura è “Restiamo Umani”, il testamento storico di Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani dell’International Solidarity Moviment. Arrigoni, arrivato a Gaza City un po’ per caso, prese a cuore la causa palestinese, rimanendo a vivere lì e ricevendo la cittadinanza onoraria.Volontario ma anche giornalista scomodo, forse troppo, fu recluso e torturato nel carcere di Tel Aviv dagli Israeliani. La sua missione umana è stata bilanciata da articoli, interviste, telecamere accese sulla strage dei palestinesi parlando, senza remore, di una Palestina oppressa dall’egemonia di Israele. Era scomodo per molti e da tempo aveva ricevuto varie intimidazioni che non lo avevano impaurito, fino alla sera del 14 aprile 2011 quando venne rapito e nella notte strangolato da una «cellula impazzita» di terroristi palestinesi che lo accusarono di diffondere la corruzione. E’ in atto un processo per accertare colpevoli e colpe.

“Restiamo Umani” è stato il suo monito ma anche il titolo del libro-documentario, in cui testimonia il suo vissuto durante le tre settimane di massacro nella Striscia di Gaza, scritto in situazioni di grande precarietà ma con la voglia di far sapere. Dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009 Vittorio scrive di strage, di feriti e morti, scrive su ambulanze in corsa con sirene spiegate, in Internet point di fortuna, in case senza elettricità. Racconta le storie di famiglie, ricostruisce i volti delle vittime, scrive i nomi soprattutto dei tanti, troppo, bambini, cerca di restituire umanità alle persone. Sono pagine cruente, un libro che “grida” delle barbarie senza curarsi del lessico, conforme alla brutalità delle guerre. Restiamo Umani è un invito a ricordarsi della nostra natura e che vale la pena di leggere.

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