MIRIAM MAFAI/ Il ricordo nelle pagine dei suoi libri

Si è spenta a Roma il 9 aprile 2012. Miriam Mafai, 86 anni, giornalista, scrittrice ed una delle fondatrici de La Repubblica. Dalla sua attività antifascista, fino alla militanza nel PdS, Miriam Mafai è stata soprannominata la “dama rossa”: una tempra tenace ed una lotta femminista portata avanti durante i delicati anni di transizione. Miriam Mafai scrive dei cambiamenti politici e sociali nei suoi preziosi libri: da Dimenticare Berlinguer, passando per Diario italiano, fino a Pane nero. Il ricordo della Mafai racchiuso nelle sue stesse parole.

di Maria Cristina Giovannitti

miriam-mafaiMiriam Mafai si lega a temi importanti come il divorzio, l’aborto, la fecondazione assistita e l’emancipazione della donna, lotte perseguite per rendere l’Italia un Paese libero e laico. Figlia di due artisti, Mario Mafai pittore e Maria Antonietta Raphael scultrice, nacque a Firenze nel 1926. Ha vissuto sulla propria pelle le leggi razziali, perché figlia di madre ebrea, ed è stata esclusa dal ginnasio. Ha cominciato così la sua lotta contro il fascismo ed il razzismo, con una veemente opposizione all’occupazione tedesca in Italia. Ha iniziato la sua attività nel partito comunista, diventando la “ragazza rossa” e tenendo sempre un occhio di riguardo verso le battaglie per l’emancipazione femminile. Nel 1960 ha intrapreso l’esperienza giornalistica collaborando con l’Unità, nel 1967 è stata direttore di Noi Donne e nel 1976 è stata una dei fondatori de La Repubblica. Dopo una lunga malattia, ieri è scomparsa all’età di 86 anni, a Roma.

Dimenticare Berlinguer. La sinistra italiana e la tradizione comunista, edito Donzelli, 1996, è un’accurata analisi dell’attività svolta dal segretario comunista Berlinguer che lei descrive come «pallido, ben pettinato, una sigaretta tra il pollice e l’indice». Una personalità che negli anni ’70 era divenuta così importante per il popolo da essere adorato quasi con sacralità.  Miriam Mafai si pronuncia anche su Craxi ed il suo entourage definendolo «di un’ambizione che sprigiona insolenza».

Diario italiano, 1976-2006, edito Laterza, 2006, è la raccolta degli articoli che la Mafai ha scritto per tutto il trentennio di lavoro con La Repubblica. Non è un diario ma potrebbe apparire come tale perché è un quadro storico dei cambiamenti politici, sociali ed economici dell’Italia. Un diario italiano ma anche soggettivo, un racconto delle emozioni, delle aspettative, delle trepidazioni e delle delusioni che Miriam Mafai ha vissuto. Parla degli anni ’70, come del periodo della contraddizione, in bilico tra anni terribili e di entusiasmante eccitazione. Il 12 maggio 1974 la conquista per il nostro Paese: la vittoria del referendum sul divorzio.

Pane nero.Donne e vita quotidiana nella Seconda Guerra Mondiale, edito Mondadori, 2008 è il racconto che documenta il cambiamento della condizione femminile dalla Seconda Guerra Mondiale, passando per il suffragio universale, fino all’attualità. Un racconto secco, senza abbellimenti e senza condizionamenti verso le mode ricorrenti, dove si parla di madri, figlie, mogli, lavoratrici, operaie e del veloce cambiamento durante gli anni del “pane nero”, della povertà e della guerra. Il reale cambiamento per le donne è avvenuto proprio durante gli anni della guerra in cui il loro protagonismo è stato fondamentale nella lotta contro le violenze e la povertà, Dal ruolo patriarcale ad una società che si tinge di rosa con il monito della Mafai di non abbassare mai la guardia. Ricordiamo la “dama rossa” come una fervente femminista laica, vincitrice del Premio Montanelli, per la sua attività di sviluppo culturale, con la particolare attenzione per il mondo femminile.

Parlando delle donne ha sempre detto «Nessuno ci ha regalato niente», e così la ricorderemo come una leader che ha guadagnato tutto quello che ha avuto.

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