Dopo lo scandalo, vittoria legale per alcuni studenti contro la Sapienza

Un sofferto braccio di ferro tra l’imponente università di Roma e alcuni studenti del corso di laurea in Architettura. Nel bando d’iscrizione non vi è spazio a dubbi: la laurea magistrale in Architettura, indirizzo “Interni e Allestimenti”, permette l’accesso all’esame di Stato e alla successiva iscrizione all’Albo. La Sapienza, invece, impone il suo diktat ma, fatto ricorso al Tar del Lazio, ne esce amaramente sconfitta.

di Maria Cristina Giovannitti

la_sapienza_ROMALa storia è di quei tipici paradossi all’italiana: fatta la legge, scoperta la beffa. E’ possibile iscriversi alla Facoltà di Architettura e poi essere “bloccati” perché non si può accedere all’esame di Stato? E’ proprio quello che è successo ad alcuni studenti che hanno visto esercitare dall’università della Sapienza, dal Rettore Luigi Frati e dalla Segreteria ‘Ufficio Esami di Stato’ un chiaro abuso di potere. Eppure un’ingiustizia del genere non poteva passare inosservata. L’ombra della Gelmini e delle sue riforme torna ma, stavolta, con una grave sconfitta decretata da una sentenza del 12 luglio 2012.

Nel 2011 circa 200 studenti, iscritti al corso magistrale in Architettura, provano ad prenotare on line l’esame di Stato, vedendosi negare la possibilità. Senza troppi giri di parole l’Università giustifica il tutto dicendo che i laureati non hanno requisiti compatibili per accedere all’esame da professionisti. Una spiegazione insensata, definita «un eccesso di potere che travisa i fatti» visto che nelle altre città d’Italia possono iscriversi senza problemi. Solo per Roma gli studenti non sarebbero in regola. Cominciano così mesi di richieste, trafile in segreteria tra silenzi e non risposte. Potrebbero essere brogli d’ufficio, equivoci burocratici o voluti favoritismi, certo è che a farne le spese, poi, sono spesso gli studenti in balìa di una dittatura autoritaria, a cui sembra non potersi ribellare. Sembra, ma non è stato così stavolta.

Nessuna spiegazione e soprattutto nessun documento che giustificasse questa presa di posizione da parte della Sapienza e del Ministero dell’Istruzione. E così a fare la voce grossa sono stati proprio i ragazzi, sostenuti dal preside di Facoltà e dai docenti, appellandosi alla FederConsumatori e dando il via ad una battaglia legale. Dopo mesi di lotta, arriva la sentenza che stabilisce la vittoria dei ragazzi a discapito del Ministero e della Sapienza. Una gioia per gli studenti che vedono trionfare i loro giusti diritti verso una decisione dell’Università «sprovvista di motivazioni». La Sapienza ha risentito dei colpi di coda del passato Ministero Gelmini che, purtroppo, ancora fa sentire i suoi poco proficui effetti.

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