MIRIAM MAFAI/ Il ricordo nelle pagine dei suoi libri |
|
|
|
| Blog - Dell'amore e di altri demoni | |||
| Scritto da Maria Cristina Giovannitti | |||
| Martedì 10 Aprile 2012 13:01 | |||
Si è spenta a Roma il 9 aprile 2012. Miriam Mafai, 86 anni, giornalista, scrittrice ed una delle fondatrici de La Repubblica. Dalla sua attività antifascista, fino alla militanza nel PdS, Miriam Mafai è stata soprannominata la “dama rossa”: una tempra tenace ed una lotta femminista portata avanti durante i delicati anni di transizione. Miriam Mafai scrive dei cambiamenti politici e sociali nei suoi preziosi libri: da Dimenticare Berlinguer, passando per Diario italiano, fino a Pane nero. Il ricordo della Mafai racchiuso nelle sue stesse parole.di Maria Cristina Giovannitti
Dimenticare Berlinguer. La sinistra italiana e la tradizione comunista, edito Donzelli, 1996, è un’accurata analisi dell’attività svolta dal segretario comunista Berlinguer che lei descrive come «pallido, ben pettinato, una sigaretta tra il pollice e l’indice». Una personalità che negli anni ’70 era divenuta così importante per il popolo da essere adorato quasi con sacralità. Miriam Mafai si pronuncia anche su Craxi ed il suo entourage definendolo «di un’ambizione che sprigiona insolenza». Diario italiano, 1976-2006, edito Laterza, 2006, è la raccolta degli articoli che la Mafai ha scritto per tutto il trentennio di lavoro con La Repubblica. Non è un diario ma potrebbe apparire come tale perché è un quadro storico dei cambiamenti politici, sociali ed economici dell’Italia. Un diario italiano ma anche soggettivo, un racconto delle emozioni, delle aspettative, delle trepidazioni e delle delusioni che Miriam Mafai ha vissuto. Parla degli anni ’70, come del periodo della contraddizione, in bilico tra anni terribili e di entusiasmante eccitazione. Il 12 maggio 1974 la conquista per il nostro Paese: la vittoria del referendum sul divorzio. Pane nero.Donne e vita quotidiana nella Seconda Guerra Mondiale, edito Mondadori, 2008 è il racconto che documenta il cambiamento della condizione femminile dalla Seconda Guerra Mondiale, passando per il suffragio universale, fino all’attualità. Un racconto secco, senza abbellimenti e senza condizionamenti verso le mode ricorrenti, dove si parla di madri, figlie, mogli, lavoratrici, operaie e del veloce cambiamento durante gli anni del “pane nero”, della povertà e della guerra. Il reale cambiamento per le donne è avvenuto proprio durante gli anni della guerra in cui il loro protagonismo è stato fondamentale nella lotta contro le violenze e la povertà, Dal ruolo patriarcale ad una società che si tinge di rosa con il monito della Mafai di non abbassare mai la guardia. Ricordiamo la “dama rossa” come una fervente femminista laica, vincitrice del Premio Montanelli, per la sua attività di sviluppo culturale, con la particolare attenzione per il mondo femminile. Parlando delle donne ha sempre detto «Nessuno ci ha regalato niente», e così la ricorderemo come una leader che ha guadagnato tutto quello che ha avuto.
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti:
|