UNDER 25/ Letteratura e gioventù

Nel 1986 lo scrittore emiliano Pier Vittorio Tondelli inaugurò un laboratorio di nuove scritture, Under 25, un progetto letterario e sociologico che aveva come protagonisti giovani esordienti e come scopo farli entrare nel mondo della letteratura. Non potremmo mai parlare della cultura letteraria degli anni ottanta e novanta senza citare Under 25 e il lavoro di Tondelli nel far conoscere al mondo nuovi esordienti e un nuovo modo di fare letteratura.

di Alfredo Incollingo

under_25_letteraturaTondelli e i giovani costituiscono un alchimia molto forte e particolare. La scrittura di Tondelli è pregna di elementi del mondo giovanile: lingua, musica, cinema, vestiario e tutto ciò che li riguarda. “Altri libertini” è l’opera che ha aperto le porte a queste generazioni che negli anni ottanta ebbero l’opportunità di uscire dall’anonimato ed irrompere nel romanzo e nella letteratura. Tondelli ha avuto sempre un occhio di riguardo verso i giovani e le nuove generazioni. Questa attenzione non fu riservata solo al suo lavoro da scrittore, sempre alla ricerca di nuovi stili e linguaggi, ma anche da un punto di vista sociologico. I suoi romanzi e i suoi racconti sono uno specchio dei continui mutamenti che intercorrono tra generazione e generazione.

Nel 1985 Tondelli era al culmine del successo. Qualche anno prima aveva pubblicato opere di grandi successo: “Altri libertini” e “Pao Pao”. In quell’anno le aspettative dei lettori furono esaudite. Uscì infatti “Rimini” che, oltre alle solite critiche, ricevette grandi onori. Il quadro giovanile tracciato in “Altri libertini” era ormai mutato e Tondelli da abile osservatore lo aveva compreso: così nel 1986 la rivista “Linus” con la quale collaborava gli affidò l’incarico di redigere una ricerca sociologica sulle nuove generazioni. In questo modo lo scrittore emiliano ebbe l’opportunità di comprendere cosa fosse accaduto ai suoi soggetti narrativi. Tondelli fu molto colpito da ciò che era accaduto nel giro di pochi anni: le nuove generazioni vivevano in un mondo ipermaterialista con assenza di valori e ideali. La merce e i falsi miti della televisione e del mondo dello spettacolo erano i soli punti fermi della loro vita. Inoltre rimase disgustato da un grave scempio: il ragazzo, l’adolescente era calcolato, era considerato in base ai propri consumi, al proprio modo di vestite; catalogato per etichette e non più per quello che era in fondo, nell’animo.

Come risolvere questo gravissimo problema? Come ridare fiducia ai giovani? Tondelli sulla rivista “Linus” lanciò per primo l’idea di un progetto letterario che permettesse ai giovani di raccontarsi, di uscire dall’anonimato e di uscire da quella cultura materialista e falsa che li stava soffocando.

L’articolo “Scarti alla riscossa” (1986) segna l’inizio del progetto “Under 25”. Tondelli si rivolge ai giovani al di sopra dei venticinque anni d’età e li invita a mandare racconti che verranno valutati e, se di grande qualità, pubblicati in antologie. Questa fu l’opportunità che molti giovani esordienti ebbero per farsi conoscere dal mondo editoriale: Ammaniti, Nove, Vinci, Mazzucco solo alcuni dei nomi di scrittori che grazie a Tondelli sono diventati famosi e letti da milioni di lettori. Il prodotto di Under 25 fu una serie di innovazioni stilistiche che entrano a far parte del canone letterario: linguaggio gergale, immersione nel mondo popolare ecc. I partecipanti presentavano un racconto che veniva letto in pubblico, di fronte a editori e critici. I migliori riuscivano a strappare contratti e i loro racconti venivano pubblicati in antologie: in tutto vennero redatti tre antologie “Giovani Blues” (1986), “Belli & Perversi” (1987) e “Papergang” (1990). Il progetto Under 25 ha rappresentato un momento importante della letteratura italiana di fine novecento. Grazie a questo arduo lavoro, Tondelli ha inaugurato un nuovo modo di far letteratura, più realistica e più aperta al mondo. Un punto di rottura che ha salvato la prosa da una fase di confusione e di sperimentalismi che avevano distrutto le sue strutture e i suoi meccanismi. Si potrebbe senz’altro dire che che il rapporto che c’è tra Under 25 e le scritture giovanili degli anni novanta è di tipo causale: senza di esso non avremmo avuto tali esperienze che hanno convogliato in esse le istanze proprie di Tondelli e del progetto Under 25.

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