TONINO GUERRA/ E’ scomparso un poeta

Oggi, 21 marzo 2012, ci ha lasciato un altro rappresentante della cultura italiana: il poeta romagnolo Tonino Guerra. Dopo Lucio Dalla il nostro Paese piange un’altra sua staffetta che ha fatto conoscere e amare la nostra storia e la nostra identità. Una vita dedita alla poesia e al cinema. Ripercorriamo tutta la sua lunga vita e carriera.

di Alfredo Incollingo

tonino_guerraNel 1920 in Emilia Romagna, regione che ha visto i natali di grandi personaggi della nostra cultura, nel paese di Santarcangelo di Romagna (FC), nacque Tonino Guerra. Una vita dedita all’arte e alla sua passione, la poesia, e che ha rappresentato un punto fermo nel nostro orizzonte storico e umano.

La sua carriera lavorativa inizia nel 1943 quando divenne maestro di scuola elementare. Tale impiego durò poco: di li a pochi mesi venne deportato dai tedeschi a Troisdorf dove rimase fino alla fine della guerra. All’indomani della Liberazione Guerra conseguì una laurea in Pedagogia presso l’Università di Urbino nel 1946 e pubblicò la sua prima raccolta di poesie in dialetto romagnolo, “Scarabocc”, con una prefazione di Carlo Bo.

La sua fama di poeta crebbe ed entrò come membro effettivo del un gruppo di poeti, “E circal de giudeizi” (Il circolo della saggezza), insieme con Raffaello Baldini e Nino Pedretti. Ed è proprio tramite la poesia che Guerra espresse in ogni luogo il suo amore per la propria terra natale nonostante il suo lavoro lo portasse continuamente lontano da essa.

Il 1953 è l’anno del suo debutto al cinema come sceneggiatore. Trasferitosi a Roma collaborò con i più noti registi italiani, Federico Fellini, i fratelli Taviani ecc. La sua carriera cinematografica gli valse anche una nomination per un Oscar per la collaborazione con il regista ferrarese Antonioni per il film “Blow Up” (1967).

Negli anni ottanta ritornò in Romagna dove proseguì la attività poetica con la pubblicazione di raccolte poetiche (“La capanna”, “Il viaggio”, “Il libro delle Chiese abbandonate”) e con varie mostre artistiche dove espose numerose sue opere pittoriche. La sua figura si è impressa definitivamente nella nostra memoria con il tormentone, “L’ottimismo è il profumo della vita”, del celebre spot della catena di negozi di elettronica “UniEuro”.

Gli ultimi anni della sua vita furono il coronamento della sua carriera con una serie di premi, il “David di Donatello” (2010) ad esempio, che hanno premiato la sua lunga vita e la sua lunga e gratificante carriera. Si è spento, potremmo dire, come egli ha sempre voluto: nella sua amata Romagna.

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