SIMON DE BEAUVOIR/ Il secondo sesso

Il 14 aprile del 1986 scompariva una delle voci più forti e controcorrente del mondo della cultura francese e internazionale, Simon De Beauvoir. Il suo impegno sociale e politico, unito al carisma del suo compagno di vita, J. P. Sartre, la resero celebre in tutti i settori della vita pubblica per le sue battaglie a difesa del mondo femminile e della donna e per il supporto che diede alla diffusione del pensiero laico di Sartre.

di Alfredo Incollingo

simon_de_beauvoirLa carica emotiva e la sua passione per gli studi e per la cultura furono i primi elementi che emersero nella giovane Simone quando da bambina, nonostante le ristrettezze economiche dovute al fallimento della società familiare, frequentò i principali istituti scolastici di Parigi. Nacque a Parigi il 9 gennaio 1908 da una famiglia industriale decaduta a causa di una tragica bancarotta. Pur vivendo in una condizione di miseria la giovane Simone non abbandonò mai gli studi anzi li seguì regolarmente con passione e con grande interesse. La sua carriera scolastica culminò con il conseguimento di un diploma e la scelta di insegnare nonostante per la donna fosse un ruolo inaccessibile. Fin da allora Simone fece conoscere la sua personalità sovversiva nei confronti dei costumi e della morale tradizionale, esprimendo anche in pubblico il suo rifiuto della religione.

Nel 1929 si iscrisse alla Sorbona riuscendo a conseguire la laurea in filosofia conoscendo tra l’altro il suo futuro compagno di vita Jean Paul Sartre con il quale non si sposerà mai sollevando molto scalpore. Sempre in quegli anni entrò nei principali circoli culturali della capitale francese stringendo amicizia con intellettuali del calibro di Levi – Strauss, Paul Nizan.

La sua attività di insegnante la portò in giro per l’Europa fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale quando, travolta dagli avvenimenti legati al conflitto, decise di entrare nel gruppo di liberazione “Socialismo e Libertà”, operativo a Parigi, con il quale combatte gli occupanti nazisti.

Dopo la Liberazione fondò con Sartre (con cui non era ancora legata sentimentalmente) la rivista “Les Temps Modernes” e si dedicò alla sua attività letteraria scrivendo opere che la resero celebre, come “Il secondo sesso”, “Terza età” o “I mandarini”. Sono testi caratterizzati dal forte impatto emotivo che si possono definire come reportage antropologici, storici e psicoanalitici sulla donna e sul ruolo tradizionale e sui conflitti che questa è costretta a vivere per un modo di vivere che le è precluso. Tutto ciò incorniciato nel pensiero esistenzialista di Sartre che non smise mai di divulgare. Per questo e per altri motivi nel 1968 venne esaltata come il simbolo del movimento femminista internazionale.

Non ci dimentichiamo che accanto a questi ardui lavori Simone si impose anche come una eccelsa giornalista occupandosi dei principali eventi bellici e politici di quegli anni. Il tutto seguita dal suo compagno di vita, Sartre, con il quale instaurò non solo un rapporto d’amore, ma anche uno intellettuale. Gli anni settanta si aprirono con i suoi scritti sui principali eventi internazionali, dalla guerra arabo – israeliana al Golpe in Cile, e la fondazione dell’organizzazione “Lega dei diritti della donna”. Nel 1981 avvenne un evento che la sconvolse: morì il suo amato Sartre. Per l’occasione scrisse “La cerimonia degli addii”, una biografia sugli ultimi anni di vita del suo compagno. Il suo corpo venne seppellito nel cimitero di Montparnasse dove alcuni anni dopo venne tumulato poi il suo corpo accanto alla tomba del suo amato.

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