ALBERT EINSTEIN/ Oggi moriva un genio!

Il 18 aprile del 1955 si spense una delle menti più eccelse della storia dell’umanità, Albert Einstein. Il suo nome echeggia in ogni ateneo e in ogni scuola: è diventato sinonimo di genialità e di una curiosità sviluppata e fruttuosa. Al di là di questi contenuti il suo nome è legato a grandi scoperte che hanno cambiato il corso della scienza inaugurando un nuovo modo di vedere l’universo e noi stessi.

di Alfredo Incollingo

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Quel genio di Albert Einstein nacque nel 1979 a Ulma nel Wurttemberg, Germania. Nessuno avrebbe immaginato che quel bambino affetto da una forma di dislessia sarebbe divenuto un grande scienziato. Nonostante fosse amante della matematica e della fisica, il giovane Einstein fu sempre uno degli ultimi della classe poiché mostrava una forma di insofferenza per i metodi di studio che la scuola del tempo applicava. Per compensare questi disagi iniziò un proficuo studio da autodidatta della matematica leggendo testi quali gli “Elementi” di Euclide o “Critica della ragion pura” di Kant. Provò ancora adolescente ad entrare al Politecnico di Zurigo (1895), ma per l’età e per gli scarsi risultati fu rifiutato. Ci riprovò nel 1896 dopo il conseguimento della licenza liceale riuscendo ad entrare e conoscendo quella che sarà poi la sua prima moglie, Mileva Maric.

Terminati gli studi universitari nel 1900, Einstein provò ad entrare nel collegio didattico dell’ateneo, ma fallì. Per cui trovò un lavoro presso l’ufficio brevetti di Berna dove con il suo amico, l’italiano Michele Besso, fondò un gruppo di discussione scientifico e filosofico “Accademia Olimpia”.

Il 1905 è l’anno che viene definito “Annus Mirabilis” poiché in un solo anno pubblicò una serie di articoli che lo resero celebre nel mondo scientifico premiandolo con una cattedra all’università di Berna. Questi articoli costituiscono il primo nucleo della sua “Teoria della relatività” in cui in uno di essi, quello del 27 settembre, evidenzia per la prima volta la formula “E=mc2”.

Dopo Berna Einstein venne trasferito a Berlino dove divenne direttore dell’Istituto di Fisica , ruolo che mantenne fino al 1933.

Nel 1915 Einstein fece conoscere al mondo la sua teoria più celebre, la “Teoria della relatività”, che mise in discussione la fisica ufficiale. Questa scoperta sollevò critiche dai fisici accademici e per la sua portata innovativa molti videro in Einstein un omologo di Newton, inaugurando di fatto una nuova rivoluzione scientifica. Nel 1921 giunse il Premio Nobel per la Fisica per un suo lavoro sull’effetto fotoelettrico del 1905. Di lì a pochi anni in Germania avvennero quella serie di sconvolgimenti politici e sociali che portarono al potere il partito nazista di Adolf Hitler. Einstein era di origine ebrea e in quanto tale era un potenziale nemico. Per cui nel 1933 si trasferì negli Stati Uniti insegnando all’università di Princeton. In questi anni risalgono i suoi lavori più proficui e le collaborazioni con i maggiori fisici del tempo come l’italiano Enrico Fermi.

Nel 1940 in seguito ad un lutto familiare (la famiglia di un suo cugino venne massacrata dalle SS) decise di rinunciare alla sua cittadinanza tedesca e svizzera per acquisire quella americana. Il 17 aprile 1955 fu colpito da una emorragia causata dall’aneurisma dell’aorta addominale. Morì nelle prima ore del mattino del 18 aprile.

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