2001: ODISSEA NELLO SPAZIO/ Il misticismo nel cinema

Ha ammaliato intere generazioni di adolescenti e di amatori del cinema. E’ uno dei film più visti del mondo cinematografico mondiale. È “2001: Odissea nello Spazio” di Stanley Kubrick. Dai toni mistici e psichedelici e dai contorni futuristici viene fuori una pellicola molto interessante, ma ermetica. Simboli e miti si intrecciano in una trama lineare, richiedendo una ardua interpretazione che ci porta nel mondo del misticismo e dell’esoterismo.

di Alfredo Incollingo

2001-_Odissea_nello_spazioSe si chiede a qualcuno di cosa parli “2001: Odissea nello Spazio” di Stanley Kubrick nessuno, o meglio pochi, saranno in grado di darci una risposta. E’ una commistione di simboli, miti e contenuti dai toni esoterici e settari. Sembra strano, ma 2001 non è solo un serbatoio di tematiche esoteriche: è un manifesto programmatico che ripercorre le tappe dell’illuminazione del New Age. E’ un Odissea, cioè un viaggio epico, che porta il protagonista, cioè l’uomo, a viaggiare dentro se stesso e nello spazio ignoto; è anche una pellicola escatologica che parla di una nuova rivelazione che porterà l’uomo in una nuova fase. Il protagonista, che potremmo  associare ad un moderno Ulisse, è l’uomo che supera se stesso, diviene un Superuomo. Kubrick fu certamente influenzato da Arthur Clarke, famoso occultista e seguace del New Age, e da Aleister Crowley, il più noto occultista del ventesimo secolo. Da questi riprese l’idea del progressivo sviluppo dell’uomo e del suo continuo anelare ai suoi progenitori, alieni di altri mondi.

La pellicola è una rivisitazione della storia umana, dalla Genesi all’Apocalisse. Il film si apre con una schermata nera dove suoni di diversi strumenti creano un atmosfera caotica che evoca il caos primordiale dal quale tutto è nato. Subito dopo, con sottofondo le note di “Così parlò Zarathustra” di Stauss, l’inquadratura ci mostra Luna e il Sole posti nel formare una congiunzione astrale per poi passare alla Terra illuminata da un Sole nascente. Ecco, la vita è iniziata. I progenitori dell’uomo sono dei primati che vivono in gruppo in caverne per sfuggire ai predatori che li braccano facilmente essendo ingenui e poco inclini alla violenza. Sono inconsci del loro potenziale e del fatto di essere unici tra le specie animali. La loro principale caratteristica è quella di guardare soventemente in cielo, verso la Luna. Seguendo il discorso occultista, e in particolare il filone New Age, si potrebbe dire che costoro anelano al loro luogo d’origine dove vissero in armonia: le stelle, o meglio un mondo alieno. I primati quindi aspirerebbero a tornare alla fonte luminosa alla quale sono giunti, un Lucifero creatore, alieni provenienti da un mondo lontano dal nostro.

La condizione di infelicità che attanaglia lo sfortunato primato sarà la molla che porterà l’alieno a donare un arma efficacie contro le insidie della vita: la conoscenza. Gli alieni ci osservano e ci hanno aiutato nei periodi più bui della vita dell’uomo: questo è uno dei contenuti dell’occultismo moderno. Una mattina di fronte all’entrata della loro caverna appare un monolite nero. E’ un oggetto misterioso che attrae gli ominidi che, toccandolo, fin da subito iniziano a mostrare le loro abilità apprese: cucinare, cacciare e soprattutto fare del mare. La conoscenza porta inevitabilmente alla scoperta del mare e quindi della violenza. Celebre è la scena del primate che distrugge delle ossa con un osso usato come clava. L’osso viene lanciato in aria trasformandosi in un satellite artificiale in orbita intorno alla Terra. Questo è uno escamotage per compiere un salto temporale di diversi millenni. Durante circa tre milioni di anni l’uomo ha saputo come sfruttare le conoscenze donate dagli alieni protettori.

Lo sviluppo tecnologico ha portato grandi frutti, ma l’uomo vive ancora in una situazione di infelicità. Il passaggio all’Era dell’Acquario è ancora lontano, ma l’illuminazione ci viene presentata come un lungo percorso che porta l’umanità ad affinare le proprie capacità intellettive. Sulla Luna, sepolto da un alto strato di polvere, viene ritrovato il monolite posto lì dagli alieni per essere ritrovato quando gli umani sarebbero giunti sul satellite terrestre. Il monolite viene colpito dai raggi del sole sviluppando uno stridio elettronico che spinge l’inquadratura verso il pianeta Saturno, da sempre un simbolo esoterico legato alla rinascita e alla divinità. Lì, dicono gli alieni, verso lo spazio aperto, gli umani li potranno incontrare. David Browman è membro della squadra che è incaricata di raggiungere Giove a bordo della “Discovery” guidata dal computer “Hal 9000”. Ci troviamo di fronte ad un ulteriore grado di sviluppo tecnologico che porta l’uomo ad avvicinarsi ancor di più ai suoi progenitori.

Uno dei temi fondamentali del New Age è il rapporto tra religione e scienza. Entrambi sono importanti per avvicinarsi alla sorgente della vita, ma si arriverà ad un certo punto in cui entrambi saranno di ingombro. Sarà necessario quindi eliminare la religione che nega la scoperta scientifica e ridurre il potere della scienza che nega ogni forma di spiritualismo, anche i gradi superiori della coscienza. Qual’è l’organo dove queste due tendenze si riscontrano? La coscienza, l’Io. L’assopimento di queste due facoltà intellettive avviene quando Browman azzera la memoria di Hal 9000. La navicella (l’uomo), senza una coscienza sospettosa e rigida, si dirige verso la meta, cioè verso Lucifero, il portatore della Luce. La nave spaziale entra nell’orbita di Giove dove avvista un monolite nero di grandi dimensioni. In realtà la lastra si rivela di una materia liquida: è un portale che mostra al suo interno un altro universo. Browman vi entra con la navicella e intraprende un viaggio psichedelico con suoni e luci dalle mille sfumature.

Alcuni hanno visto nel monolite liquido una versione cinematografica del concetto di “Porte della Percezione” di Aldous Huxley  attraverso la quale si accede ad una coscienza superiore. Per cui il monolite liquido starebbe a rappresentare quella porta che l’uomo deve varcare per aprire i suo i sensi alla luce della rivelazione. Il viaggio lo conduce in un nuovo universo con un grande Sole, un nuovo Lucifero che, come all’inizio del film, annuncia una nascita: la comparsa del Superuomo. Il tutto sulle note del Zarathustra di Strauss. Browman viene catapultato in un edificio del 1700. Il riferimento al “Secolo dei Lumi” è legato al fatto che, secondo gli occultisti, la battaglia contro il cristianesimo iniziò in quegli anni, nemico numero uno del New Age. La rinascita però presuppone una morte. Browman invecchia e muore nel letto di fronte al monolite che lo sovrasta con la sua mole. David ritorna allo stato fetale, divenendo uno “Starchild”. Il Superuomo è nato e si libra in volo sulla Terra con una espressione meditabonda.

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