Passeggiate in bicicletta. 10 itinerari da non perdere

itinerari in bicicletta i 10 da non perdere

La gita in bicicletta è un classico di primavera e ormai mancano poche settimane, giusto il tempo di una minima manutenzione al mezzo: una gonfiatina alle gomme e un po’ d’olio sulla la catena. Anche questa praticità è il bello della bici. Fiumi e torrenti sono le destinazioni preferite dai ciclisti per via degli itinerari protetti (che spesso utilizzano linee ferroviari dismesse) e dello sviluppo pianeggiante. Ma l’Italia sa accontentare anche gli amanti del mare e della montagna.

 

La via di fuga preferita dei milanesi, visto che la partenza è proprio dal centro della città. La pista ciclabile, infatti, comincia in Darsena e seguendo il corso del Naviglio Grande accompagna il ciclista fino a Tornavento, per un totale di 52 chilometri. È una via immersa nella tranquillità, tra campi coltivati, piccoli borghi, ville, centrali idroelettriche e una vegetazione maestosa e a tratti perfino sorprendente. Presi dall’entusiasmo si può proseguire fino a Sesto Calende, sul lago Maggiore, seguendo il corso del fiume Ticino per una ventina di chilometri. Da Sesto Calende c’è la possibilità di sfruttare un comodo ritorno in treno fino a Milano.

L’alternativa al Naviglio Grande si chiama Martesana. La pista ciclabile si prende da via Melchiorre Gioia e, nel giro di pochi chilometri, sottrae il ciclista al frastuono metropolitano per consegnarlo a una percorso pianeggiante che insegue il corso dell’Adda fino a Trezzo. 35 chilometri in totale, con la comodità di poter sfruttare la metropolitana (fino a Gorgonzola) sulla via del rientro. Tra i luoghi di maggio interesse le ville nobiliari di Cernusco sul Naviglio, villa Borromeo e il castello di Cassano e l’incile del naviglio nella valle dell’Adda. Non si trova lungo il percorso ma merita una deviazione (di poche centinaia di metri) il Villaggio Crespi, piccolo borgo industriale costruito dall’omonimo imprenditore intorno allo storico cotonificio.

I 40 chilometri tra Peschiera del Garda e Mantova (l’itinerario si può percorrere in entrambi i sensi, ma partendo dal lago c’è il vantaggio di una leggera discesa) sono ormai un classico del cicloturismo italiano, anche grazie ai buoni collegamenti ferroviaria che le due località offrono. Il percorso è completamente pianeggiante e perfetto per le escursioni familiari, con diversi punti di interesse e una segnaletica ben organizzata. Borghetto sul Mincio, che con il suo ponte visconteo è considerato uno dei borghi più belli d’Italia, è il luogo ideale per una sosta a metà strada del percorso. 

I 13 chilometri di pista ciclabile tra Pesaro e Fano sono la prima pietra di un progetto dal grande potenziale: aprire una via dedicata al turismo lento lungo il litorale adriatico. Costruita in sede propria e ben segnalata, la pista presenta un’unica insidia: la sabbia, che può rendere scivoloso il fondo stradale. Ma vale la pena di prestare un po’ di attenzione, visto che si pedala a pochi passi dal mare e, in qualsiasi momento, ci si può fermare per fare un tuffo e rinfrescarsi. Pesaro e Fano hanno centri storici di rilievo che valgono una visita. In attesa di arrivare a Riccione (magari Rimini) e Senigallia.

Anche se nei pressi di Viareggio questa ciclabile è intitolata al Campionissimo Fausto Coppi, non è certo la velocità il modo migliore per godersela. Anzi, a pedalare lungo questi 28 chilometri “bord de mer”, viene voglia di rallentare il più possibile per gustarsi tutte le piacevolezze della Versilia. Dalle architetture in stile Liberty ai chioschi di gelato le tentazioni di fermarsi si susseguono senza sosta. Peccato che la segnaletica non sia sempre all’altezza di un percorso che gode di una sede protetta su quasi tutto il suo sviluppo. I collegamenti tra Marina di Massa e Viareggio, punto di partenza e di arrivo della ciclabile, sono assicurati dai treni della linea La Spezia-Pisa. 

Nelle Alpi vicentine, a cavallo tra Veneto e Trentino Alto Adige, l’altopiano di Asiago è un piccolo paradiso per le biciclette. Le strade poco trafficate offrono percorsi di ogni genere, ma sono soprattutto gli amanti del fuoristrada ad apprezzare questo altopiano a circa mille metri di quota per il gran numero di sentieri. Per le famiglie con bambini, invece, diverse opzioni su pista ciclabile: la più suggestiva è il Tour del vecchio trenino, 24 chilometri di asfalto e sterrato (molto ben tenuto) tra Asiago e Campiello. Un percorso che permette di assaggiare il territorio e, ovviamente, anche le specialità locali. Tra cui, non può mancare lo Stravecchio di Asiago, presidio di Slow Food.

Se la Toscana è diventata un mito per i ciclisti di tutto il mondo, il merito è di percorsi come questo. Il Canale Maestro della Chiana si sviluppa per circa 60 chilometri, accessibili solo a pedoni e a ciclisti. La pista sfrutta la vecchia strada utilizzata per la manutenzione del canale e delle chiuse e non presenta dislivelli significativi, prestandosi benissimo anche al turismo familiare. Lo spettacolo della natura si fonde con l’opera dell’uomo che, con la bonifica iniziata nel XVI secolo, ha trasformato queste terre in un centro agricolo di prim’ordine. Si parte da Chiusi e si arriva ad Arezzo.

Una strada esaltante riservata però a chi a una certa confidenza con la salita (e la fatica). I chilometri che portano a Campo Imperatore sono circa 35 e, anche se all’inizio la pendenza è regolare (meno del 4%), ci sono strappi taglia-gambe che possono fare molto male anche ai ciclisti più allenati. Il dislivello finale supera i 1.300 metri ed è bene tenersi larghi con i tempi visto che, soltanto la salita, può richiedere più di tre ore. Il punto di partenza è Paganica (uno dei comuni più colpiti dal terremoto del 2009), a pochi chilometri da L’Aquila, ai piedi del massiccio del Gran Sasso. Una volta in vetta, panorama fantastico e divertimento assicurato lungo la discesa.

Laghi e fiumi sono i compagni di viaggio ideali dei ciclisti, soprattutto quando hanno sponde basse e facilmente accessibili come nel caso del Trasimeno. Il lago umbro è circoscritto da un bell’itinerario, poco più lungo di 70 chilometri (solo una parte, però, si trova su pista ciclabile vera e propria, negli altri tratti si pedala su strade secondarie). Il percorso è pianeggiante e si presta a escursioni durante tutto il corso dell’anno, anche se in estate può fare parecchio caldo. Tra le fermate obbligate: Castiglione del lago, che è solitamente il punto di partenza, Passignano sul Trasimeno e San Feliciano.

Il percorso che segue le sponde del lago di Bolsena misura 53 chilometri e rappresenta la strada ideale per un’escursione in bicicletta, a patto di avere abbastanza gamba per salire fino a Montefiascone (la pendenza è intorno al 5%), punto di osservazione privilegiato sulla struttura vulcanica che ospita il lago. Suggestivo il tratto di sterrato di fronte all’isola Martana e a pochi centimetri dall’acqua del lago che porta fino all’abitato di Marta. Merita una visita Bolsena, punto di partenza dell’itinerario, e bandiera arancione del Touring club italiano per la qualità del turismo ambientale.

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