Auto elettrica e ibrida, c’è la svolta. Ma ora occorre un segnale preciso dal Governo

auto elettrica e ibrdia la svolta cè

I segnali positivi per il cambiamento si stanno ovunque moltiplicando: dal Canada alla California, fino in Europa. Il ministro Zanonato promette di rilanciare il settore dell’automotive. Ma il tempo stringe.

 

Un secondo segnale arriva, e siamo sempre fuori dal perimetro europeo, dal caso della Tesla di Elon Musk, piccola società californiana dell’auto elettrica quotata in Borsa. Qui la Tesla ha fatto faville, anzi miracoli, arrivando a quadruplicare il valore del titolo per portarlo a una quota superiore a Fiat-Chrysler e alla metà del colosso General Motors, che tra l’altro dopo il salvataggio del governo americano gode di ottima salute. Speculazione finanziaria?

In parte, solo in parte. Tesla è un nuovo fenomeno dell’industria americana, nel corso del 2013 venderà quasi 25mila auto elettriche di fascia alta, a partire da una berlina di lusso che in America si paga 70mila dollari e in Italia è disponibile sul mercato da qualche settimana.

Siamo nella fascia alta del mercato, direte, e dunque ancora lontano dal segmento medio- basso, dove l’auto elettrica deve sfondare per affermare la sua definitiva esistenza. Ma il percorso è tracciato e, tornando ai governi, anche in Europa, come in Canada, si stanno moltiplicando politiche pubbliche, e finanziamenti, che favoriscono l’evoluzione della tecnologia elettrica e ibrida, per renderla appunto accessibile a tutti i consumatori. E per affermare una scelta che scommette sul futuro, migliora l’ambiente, riduce i costi di gestione dell’auto, a vantaggio di tutti i cittadini. In Italia, come sempre scontiamo il clima politico generale e la precarietà dei nostri conti, il governo, per bocca del ministro Flavio Zanonato, ha promesso di intervenire e per il momento ha messo in campo un consulta permanente per rilanciare il settore dell’automotive, con l’idea di premiare innanzitutto le nuove tecnologie, elettriche ed ibride. Per il momento ci fidiamo del ministro: ma quando arriveranno le decisioni dopo le consultazioni? Il tempo stringe, e il cambiamento non può aspettare.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.