Renzi shock, il Governo prepara 12 nuovi inceneritori: ecco dove verranno costruiti

Nuovi inceneritori in Italia, ecco dove verranno costruiti

Nuovi inceneritori in Italia, ecco dove verranno costruiti

Peggio, molto peggio del suo alter ego Berlusconi, che almeno aveva la stampa contro e l’opinione pubblica si scaldava. Con Renzi le peggiori porcate rischiano di passare in cavalleria. Come quella che si evince dal decreto Sblocca Italia e che prepara il terreno alla costruzione di 12 nuovi inceneritori, sparsi sul territorio nazionale: ecco dove verranno costruiti e le conseguenze per la salute dei cittadini.

A denunciare l’ennesimo scandalo che caratterizza il Governo Renzi è il gruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, che coglie l’occasione per rimarcare – ancora una volta – come il ciclo dei rifiuti possa essere gestito in maniera diametralmente opposta a quanto vorrebbe fare il Premier con l’articolo 35 del decreto Sblocca Italia.

È una politica disastrosa, fuori dal tempo, contro le norme europee, è un obbrobrio che contrasteremo nei territori, imposto con la forza da Renzi e da chi lo sostiene, cioè gli inceneritoristi” afferma il deputato del M5S Massimo De Rosa.

Riguardo all’inceneritore di Parma, ancora funzionante, la senatrice Paola Nugnes e il deputato Mirko Burto chiariscono che: “Non è stato un fallimento, non potevamo fermarlo ma lo stiamo “affamando”, il comune sta dimostrando quanto l’inceneritore sia inutile potenziando al massimo la raccolta differenziata, ha raggiunto il 70% in pochissimo tempo”.

Noi dobbiamo seguire le vie legali, l’inceneritore era fatto non si poteva ostacolare, più facciamo differenziata più creiamo problemi all’impianto, il governo prova a salvarlo con lo Sblocca Italia, dandogli i rifiuti di altre Regioni e noi continuiamo a lottare contro il decreto a livello parlamentare per dare una mano al sindaco di Parma” conclude De Rosa.

LO SCHEMA TAV

Renzi durante la presentazione dello Sblocca Italia

Renzi durante la presentazione dello Sblocca Italia

Il problema, grave, è che i futuri inceneritori costituiranno “infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale” e di conseguenza nessuno (o quasi…) potrà opporvisi senza rischia grosso, penalmente e civilmente. Per capirci, questo è lo “schema Tav”, con autorizzazioni più veloci, meno potere alle regioni, protezione rafforzata dei siti scelti contro le proteste dei cittadini. È la democrazia secondo (i padroni di) Renzi, bellezza.

I SITI DEI 12 NUOVI INCENERITORI

Nuovi inceneritori in Italia, la mappa realizzata dal FQ

Nuovi inceneritori in Italia, la mappa realizzata dal FQ

Il 29 luglio scorso, come riportato dal Fatto Quotidiano, “è arrivata alle Regioni la bozza di decreto legislativo che attua una delle previsioni del testo divenuto legge a novembre scorso, quella sugli inceneritori”. E “il testo prevede l’autorizzazione di 12 nuovi inceneritori in dieci regioni: due in Toscana e Sicilia, uno a testa in Piemonte, Liguria, Veneto, Umbria, Marche, Campania, Abruzzo, e Puglia”.

Perché per il Governo del fu Rottamatore Renzi strategico non è differenzia ma incenerire. I rifiuti e la salute dei cittadini.

L’ALTERNATIVA: RIFIUTI 2.0

Massimo De Rosa, rappresentante del M5S alla Camera in prima linea contro gli inceneritori

Massimo De Rosa, rappresentante del M5S alla Camera in prima linea contro gli inceneritori

L’alternativa alla politica degli inceneritori è una legge che unisca “sostenibilità ambientale ed economica” e punti a “rafforzare la prevenzione-riduzione di rifiuti, il riciclo e l’implementazione della raccolta differenziata con obiettivo del 75% entro il prossimo anno, l’85% al 2020 ed il 95% al 2025 e redigendo un piano di dismissione di inceneritori e discariche”.

Questa è la proposta presentata dai 5Stelle, una proposta sensata e lucida come non se ne vedevano da tempo.

Come arrivare a questi obiettivi?

Attraverso l’incentivazione al riciclo/compostaggio ed il recupero di materia e disincentivando il ‘recupero d’energia’ (combustione), vietando lo smaltimento e combustione di ogni materiale riutilizzabile e non trattato. Premiando cittadini ed aziende virtuose attraverso la ‘tariffa puntuale’ (più ricicli meno paghi) punto di arrivo di ogni raccolta differenziata domiciliare spinta. Tutto questo unito alla separazione tra chi raccoglie e chi smaltisce, creando società pubbliche prive di conflitti d’interesse, riformando i consorzi di riciclo e tante altre proposte.

Per dirlo con la parole di Papa Francesco, scritte nella sua enciclica Laudato Si’, l’Italia dovrebbe “adottare un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, moderare il consumo, massimizzare l’efficienza dello sfruttamento, riutilizzare e riciclare“.

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